Come risolvere il problema delle Aule Studio

Ogni studente dell’Università di Trieste si trova per forza, prima o poi, nel corso della sua carriera universitaria, a doversi confrontare con il problema della mancanza di spazio dedicata allo studio individuale. Sia i pendolari, che magari decidono di andare a Trieste solo saltuariamente, che i ragazzi che cercano regolarmente un posto dedicato, rischiano di vedersi preclusa la possibilità di avere uno dei diritti fondamentali e inalienabili dell’uomo: il diritto allo studio. Su questo tema è stato recentemente pubblicato un articolo di Giulia Basso sul Piccolo, il quotidiano di Trieste, in cui è intervenuto anche Paolo Tassinari, Assessore alla Cultura, che ha presentato il possibile progetto della realizzazione di una mediateca nel Salone degli Incanti per un costo totale iniziale di circa 50mila euro.

L’idea di fare la mediateca in un posto così affascinante è sicuramente attraente, ma ci sarebbero diverse soluzioni a costi molto più bassi, da poter fare immediatamente. Anche a Trieste ci sono gli stessi problemi di altri atenei e spesso gli ostacoli non sono tanto economici, quanto organizzativi. Tanto per cominciare ci sono alcune aule, destinate alle lezioni frontali, usate raramente perché poco capienti rispetto al numero di studenti. Per esempio, all’interno dell’edificio B del campus centrale ci sono tre stanze che possono contenere circa 20-30 persone ciascuna, usate meno di tre ore la settimana durante il periodo delle lezioni. Se di queste tre ne rimanesse una dedicata alle lezioni e le altre due fossero riallestite come aule studio si guadagnerebbe spazio per una cinquantina di persone.

Senza dimenticare che da un anno e mezzo a oggi, sono stati persi circa 70 posti, come fa notare il rappresentante della Casa dello Studente Antonio Bertolino, all’interno dell’edificio E3. Ora non è più possibile usufruire delle sei aule studio della struttura a meno che non ci si appoggi ad uno studente che alloggia lì. Sembra un po’ la solita storia all’italiana, dove chi organizza la logistica, sembra non conoscere le reali possibilità ed esigenze di chi invece le aule studio le deve usare quotidianamente.

Le altre aule, poi, si potrebbero riorganizzare meglio: durante le sessioni degli esami spesso non vengono più utilizzate per la pausa didattica e restano chiuse. Se questi spazi venissero regolamentati come sale studio, quindi con la presenza di indicazioni sul come e quando usarle, si ricaverebbero moltissimi posti senza aggiungere costi di personale, manutenzione e ristrutturazione. Le soluzioni sono molteplici e semplici: non resta che applicarle.

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By | 2016-01-18T09:35:17+00:00 18/01/2016|Categories: Magazine, Università|Tags: , , |Commenti disabilitati su Come risolvere il problema delle Aule Studio

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