Ecco cosa abbiamo imparato al JOB@UniTS

Giovedì scorso, 10 aprile, si è tenuta la ormai quinta edizione della fortunata rassegna JOB@Units e così abbiamo voluto provare a trarne beneficio, per noi e per voi affezionati lettori ed ascoltatori. Quest’anno abbiamo pensato di fare un giro fra gli stand presenti all’iniziativa e di raccogliere così le impressioni di alcuni dei rappresentanti, coloro che sostanzialmente valutano i curricula,quelli che hanno il primo contatto con voi. Così, infiltrandomi fra i ragazzi intenti ad affrontare il loro colloquio, e poi palesandomi, ho tentato di capire cosa viene veramente valutato dai professionisti e provare a darvi qualche consiglio su come comportarvi ad un colloquio di lavoro. Ci tenevo, per motivi di correttezza intellettuale, a confessare che le aziende che figurano nell’articolo sono state scelte in modo puramente disinteressato.  

Il JOB@UniTS 2014 (Foto E. Parenzan).

Il mio virtuale colloquio di lavoro ha avuto inizio con le rappresentanti di SERVIZI CGN, al cui stand ho avuto il piacere di interagire con le dott.sse Martina Giust ed Elisa Gaiardo  che molto gentilmente hanno ascoltato i miei quesiti e hanno potuto darmi i seguenti consigli:

–  Dare valore, nella redazione del proprio CV alle competenze trasversali, alle skills relazionali ed alla capacità di lavoro in team. I neo-laureati spesso non hanno molta esperienza lavorativa o non ne hanno affatto, dunque è considerata buona procedura indicare eventuali attività parallele allo studio universitario che possano valorizzare la nostra persona. Io, ad esempio, potrei scrivere di aver lavorato presso Radioincorso.it, che potrebbe sembrare avere poco o nulla a che fare con una laurea in Giurisprudenza, ma che per un professionista del settore, può essere fonte di notizie interessanti sulla mia persona come dedizione, capacità di organizzazione del proprio tempo, capacità di mettere il proprio lavoro a disposizione di un team di persone. Il discorso può essere riproposto, mutatis mutandis,  con eventuali attività di volontariato o affini.

–  Alla domanda riguardo il peso specifico del voto di laurea nella presentazione di una persona mi è stato risposto che esso ha un buon peso ma non è fondamentale, visto che il mondo del lavoro, è ben diverso dal mondo universitario. Lascio alla vostra fervida immaginazione paradossi riguardo lo studente laureatosi con il massimo dei voti ma incapace di relazionarsi con le persone, a differenza magari di un brillante oratore che non ha ottenuto il massimo delle valutazioni.

Ho continuato il mio percorso allo stand di RANDSTAD S.P.A. ove mi sono trovato al cospetto della dott.ssa Chiara Saia. Chiara, per lavoro, seleziona validi profili per una società che si occupa di contratti di somministrazione di lavoratori, dunque giornalmente legge centinaia di curricula, e ciò che personalmente ci può consigliare sono i seguenti accorgimenti:

– “Il selezionatore deve rimanere colpito dal Curriculum” ci confida Chiara, che continua poi raccomandandoci come un valido CV debba essere sintetico ma completo, racchiudere la nostra immagine ed abilità in poche pagine può essere difficile, però anche un buon indice di non prolissità. Il modello di c.d. “curriculum europeo” è il più diffuso fra quelli che un selezionatore si trova di fronte, ed è sicuramente un valido strumento, tuttavia suscita perplessità fra i selezionatori in quanto è troppo standardizzato. Il Curriculum è un riflesso su carta della nostra persona, perché non dotarlo di maggiori personalizzazioni?

– Per quanto riguarda il colloquio, ovverosia la presentazione de visu  al selezionatore, “avviene tutto in 3 minuti” ed ogni istante è prezioso, a partire dalla stretta di mano. Una stretta di mano salda può essere indice di una buona personalità, come lo è anche avere le idee chiare sul proprio futuro, in alternativa sugli obiettivi da raggiungere, bisogna sapere cosa si vuole.

Ho Concluso la mia giornata allo stand di REWIND, società commerciale, i cui rappresentanti mi hanno dato i loro preziosi consigli per sostenere un valido colloquio di lavoro e redigere un CV degno di lode.

– Il CV europeo anche secondo loro è sì valido, ma troppo asettico, impersonale, e ci danno un’idea curiosa: perché non redigere due Curricula, uno più istituzionale ed un altro più personalizzato, così possiamo soddisfare i requisiti sia di chi vuole un profilo istituzionale( concorsi pubblici, bandi) sia chi ha più interesse, come ad esempio altre aziende commerciali, a conoscere la persona che c’è in noi, non solo le qualifiche. A tal fine è consigliato citare i propri hobby, passioni, caratteristiche personali, inclinazioni: tutto va a proprio favore.

–  Per quanto concerne la presentazione in prima persona, il colloquio vero e proprio, sono importanti sia la stretta di mano, salda ma non troppo forte e lo sguardo. Per il settore commerciale anche lo sguardo è importantissimo; un colloquio di lavoro superato oggi può essere una brillante vendita conseguita domani.

In conclusione, questi erano i consigli dei professionisti che ancora credono nei giovani. Il mondo del lavoro ci aspetta, abbiate ambizioni. Ricordatevi che, come diceva Catullo «nessun vento sarà favorevole, per il marinaio che non sa dove andare».

Commenti Facebook

About the Author:

Giacomo Marzolini
Giurista in itinere all’Università Di Trieste. Sono quello che in puntata fa partire l’ultima di Calvin Harris e poi parla della crisi in Siria. Scrivo di attualità politica, digitale, tendenze del web. Cerco di essere una bella persona.