Coppelia, i social e il magico mondo delle marionette

Coppelia” il capolavoro di Leo Delibes al Verdi di Trieste dal 22 al 27 aprile spicca nel cartellone del Verdi come unico e imperdibile appuntamento di balletto della stagione.
Un racconto in danza che accompagna lo spettatore su note musicali frizzanti nella sapiente coreografia di uno dei più grandi maestri della danza di sempre: Roland Petit.
La vicenda prende ispirazione dal celebre racconto di ETA Hoffman Der Sandmann, ma vi si discosta radicalmente tanto per le atmosfere- tutt’altro che sinistre e tragiche- quanto per le vicende, narrate con spirito dal sapore leggero, gioviale, ironico.

I personaggi principali in scena sono tre, anzi, potremmo dire quattro: la protagonista Swanilda, giovane e vivace adolescente; il suo amato Franz, ragazzotto semplice, allegro e aitante; Coppelius il misterioso giocattolaio, uomo elegante e forse un po’ folle e infine sua figlia Coppelia, ragazza di rara bellezza, misteriosa almeno quanto il padre, che si palesa soltanto affacciata alla finestra di casa intenta a leggere un libro.
La storia si sviluppa sull’intreccio amoroso tra i diversi personaggi con colpi di scena e trovate d’ingegno fino al coronamento finale delle vicende nell’immancabile lieto fine.

La particolarità di questo balletto è che non si tratta della solita storia d’amore, anzi, è più una serie di intrighi e equivoci che si compiono tra una coppia di giovani che non sono innamorati (o meglio lei ama lui ma lui ama un'”altra”). In questo mondo di social e realtà virtuali, dove sempre più spesso capita di conoscere personalità costruite e fasulle una storia su un giovane che si innamora di una marionetta non fa altro che sottolineare la assurda tragicità e, anche, il notevole e decadente romanticismo di un sentimento che ormai siamo in grado di accendere e spegnare a comando, privato di ogni significato, come un apparecchio elettronico.

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Studia musica al Conservatorio Tartini e all'Università di Pavia e si rende conto che più si studia la musica meno ci si sente preparati a parlarne. Francamente non lo trova affatto giusto.