Renzi a Palazzo Chigi, ecco cosa propone per i giovani

Il punto. Lunedì 17 febbraio Matteo Renzi, segretario del Partito Democratico e ormai ex sindaco di Firenze, è stato incaricato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a formare un nuovo governo. Molti sono i dubbi e le perplessità attorno a questa vicenda, prima di tutto perché non si è passati per le urne, ma poi per le difficoltà che Renzi avrà nel trovare un appoggio parlamentare.

Matteo Renzi durante il suo discorso alla stampa, appena dopo aver ricevuto l’incarico da Giorgio Napolitano

Il Jobs Act. Elevate sono anche le aspettative nei confronti di un programma politico che deve ancora rivelare il suo vero volto, ma che allo stesso tempo ha già fatto parlare di sé: il Jobs Act, cioè quella bozza stilata poco più di un mese fa dallo stesso Renzi e che rappresenterebbe il suo progetto di riforme. In attesa di un programma ben definito, cerchiamo di capire cos’ha in mente il segretario del PD per i più giovani, dal punto di vista della formazione e del lavoro.

Gli asili nido. Si tratta forse della prima proposta con la quale Renzi si è fatto conoscere al pubblico, perché fin dal principio ha ribadito l’importanza di aumentare le strutture in grado di ospitare bambini in età prescolare e di abbatterne i costi. Il motivo è semplice: maggiore è la possibilità di accedere agli asili nido, maggiore è la possibilità di cercare e trovare lavoro per le mamme. In Italia, infatti, solo il 50% delle madri lavora, mentre in Francia, Regno Unito e Germania si arriva al 70%.

Scuola. Da sempre Renzi ha espresso la volontà di riformare il modo di fare formazione in Italia. In particolare, nel testo del Jobs Act ritroviamo la ferma decisione di rivalutare il ruolo degli insegnanti delle scuole medie e superiori e di rivedere il programma di studi degli studenti. Il fatto che molto spesso si ripeta tra medie e superiori non può essere, secondo Renzi, più accettabile.

Matteo Renzi, il 12 ottobre 2012 a Udine, quando ai microfoni di Radioincorso dichiarò di volere un’università più meritocratica.

Università. Per quanto riguarda l’Università, Renzi aveva dichiarato anche ai nostri microfoni (l’intervista a questo link) di volere un sistema basato sulla meritocrazia, di voler ridurre il decentramento delle sedi – definito ridicolo per il numero esiguo del numero degli iscritti – e di rafforzare i rapporti con il mondo del lavoro. L’obiettivo è quello di creare un sistema più competitivo e prestigioso dal punto di vista internazionale.

Lavoro. Questa è forse l’unica proposta che ha, nel Jobs Act, un aspetto concreto rispetto alle altre, le quali rimangono ancora un po’ troppo vaghe. Si partirebbe infatti, da un taglio dell’IRAP del 10%, il quale porterebbe un risparmio alle imprese di circa due miliardi. Così facendo si potrebbero istituire numerosi incentivi per l’assunzione di giovani con meno di 30 anni. Inoltre, per chi non trova lavoro, dovrebbero essere istituiti degli assegni di sostentamento, sempre per i giovani, a patto però che seguano dei corsi di formazione. Ma la domanda è sempre la stessa: dove si troveranno tutti questi soldi?

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By | 2014-02-17T12:25:54+00:00 17/02/2014|Categories: Politica|Tags: , , , , , , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.