Cosa studiare per entrare in politica? I consigli arrivano da una mappa

Anche nel mondo del web esistono mode e tendenze, una che si è sviluppata recentemente riguarda la creazione di carte geografiche tematiche riguardanti i più vari temi. Dopo aver visto quelle sul tasso di corruzione, sulla libertà di stampa o sulle settimane di maternità, ma anche sulla misura media del pene e del consumo annuo di caffè, è arrivata anche la mappa che dice cosa conviene studiare per andare a lavorare in politica.

La mappa, realizzata da un utente della piattaforma Reddit.

A realizzarla è stato un utente di Reddit, ed il successo è stato immediato. Nel planisfero viene evidenziato, con il colore dato ad ogni Stato, il più alto grado di studi raggiunto dai premier dei vari Paesi.I triangoli colorati indicano invece l’istruzione seguita dalla più alta carica, sia essa Re, Regina o Presidente. Si nota subito come a predominare siano il rosa e il giallo, rispettivamente affidato alle Scienze Economiche e a quelle Giuridiche. Il colore grigio, presente in Inghilterra, Australia e Costa d’Avorio, è invece il più auspicabile ed indica studi interdisciplinari. Il primo ministro britannico, ad esempio, ha studiato Scienze Politiche, Filosofia ed Economia ad Oxford.

Differenti indirizzi, ma sempre di ambito economico, sono stati scelti dai presidenti del Brasile, Wilma Rousseff, del Messico, Peña Nieto, e i primi ministri di Canada, Cina e Svezia, ossia Stephen Harper, Li Keqiang e Fredrik Reinfeld. I Presidenti dei due Stati più importanti al mondo, Barack Obama e Vladimir Putin, hanno invece intrapreso la carriera giuridica.

Non mancano però delle scelte atipiche, come quella del primo ministro dello Sri Lanka, Disanayaka Jayaratne, che ha studiato Arte, il premier iracheno Nuri al-Maliki, che ha scelto Lingua Araba, e la cancelliera tedesca Angela Merkel, laureata in Fisica.

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By | 2014-01-17T11:36:48+00:00 17/01/2014|Categories: Mondo|Tags: , , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa