Dal Consiglio comunale il "no" alla sperimentazione animale all'ateneo triestino

Secondo il risultato di una mozione approvata lunedì in Consiglio comunale, il sindaco Cosolini e l’assessore competente inoltreranno al Rettore dell’Università di Trieste Francesco Peroni la contrarietà all’utilizzo della vivisezione quale metodologia di sperimentazione scientifica e didattica, e solleciteranno la Regione affinché finanzi solo strutture e progetti che utilizzino metodi alternativi di Ricerca. La mozione, presentata da Marino Andolina, Michele Lobianco e Paolo Menis della maggioranza, è stata approvata a larga maggioranza. Nonostante il sindaco Cosolini si sia astenuto, come Loredana Lepore e Mario Ravalìco del Pd, e Carlo Grilli (Lista civica Dipiazza), la mozione è passata con 29 voti a favore su 34. All’origine di questa presa di posizione politica da parte del Consiglio, troviamo la volontà dell’ateneo di investire quasi 460mila euro per la ristrutturazione e l’ampliamento dello stabulario di Piazzale Europa.

Martedì 9 maggio, presso la XIV Commissione del Senato, è invece iniziata la discussione, per presentare gli emendamenti al testo dell’articolo 14 per il recepimento della Direttiva europea sulla sperimentazione animale. Secondo tale direttiva vengono poste nuove regole, ben definite e ancora più restrittive delle precedenti, sul tipo di procedure permesse e metodi, soprattutto per quanto riguarda gli interventi chirurgici e le pratiche che possono indurre stress o dolore. Sono inoltre presenti criteri particolari per l’utilizzo di animali randagi o in via di estinzione, che possono essere utilizzati solamente per salvaguardare la specie stessa, se in contemporanea vi è grave minaccia all’ambiente, e se è scientificamente dimostrato che non ci sono altri metodi alternativi per raggiungere lo stesso risultato.

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa