Dall’ opera di Dubai al Teatro Verdi per un Figaro spumeggiante

Si è tenuta nella serata di venerdì 10 febbraio la prima recita dell opera buffa “Il barbiere di Siviglia”, opera che assieme al Flauto magico, visto poche settimane fa è una delle opere più rappresentate nelle più importanti sale teatrali. A Trieste, questo allestimento è una riproposizione del lavoro svolto dalle nostre maestranze all’inaugurazione dell’ Opera di Dubai nell’ estate del 2016. Il team creativo di questa rappresentazione vede Giulio Ciabatti alla regia e alle scene Aurelio Barbato. Opera in due atti su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais e fonda parte della sua fortuna su una trama scorrevole e briosa. La prima rappresentazione ebbe luogo il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma e terminò fra i fischi, ma già dalla seconda recita il pubblico acclamò l’opera di Rossini, diventando così una delle opere più rappresentate al mondo. Storia densa di intrecci amorosi, astuzie e vendette con i personaggi Figaro, Bartolo, Basilio, Rosina e Almaviva. L’opera è piena di arie famose come «La calunnia», «Una voce poco fa» e il celeberrimo «Largo al factotum», pezzo di bravura e cavallo di battaglia dei baritoni più famosi in ogni epoca. L’allestimento di Giulio Ciabatti, basato totalmente sulla tradizione, dona all’opera quella naturalezza che la rende viva;Barbiere di Siviglia5 Ciabatti, riesce sempre a costruire degli allestimenti curati e molto fruibili anche a chi questo genere non lo conosce bene. La direzione d’orchestra affidata a Francesco Quattrocchi, in certi momenti lascia qualche domanda all’ascoltatore, debole la sua presenza nei “crescendi Rossiniani”. Le scene affidate a Aurelio Barbato, creano l’illusione di uno scorcio della città di Siviglia nella grandezza della scena, ma a sua volta grazie a piccoli dettagli creano una dimensione casalinga. Ottima la stupenda Aya Wakizono nella parte di Rosina, eccelle in voce, presenza scenica e comicità. Il Bartolo presentato da Domenico Balzani è sicuro, voce piena e una interpretazione convincente. Il Basilio di Giorgio Giuseppini  è un personaggio divertente e giocondo, l’artista che sta calcando le scene tergestine sempre più spesso e un contrassegno di garanzia per l’ascoltatore. Ottimo il suo intervento ne “La calunnia è un venticello “. Barbiere di Siviglia6Il conte d’Almaviva di Giorgio Misseri è un personaggio che parte in modo lento e nel corso delle 3 ore dell’ opera riesce a finire in modo molto soddisfacente. La Berta, donna di casa al confine tra la goffaggine e la tristezza, è interpretata da Maria Cioppi che per tutto il primo atto rimane in sordina, con l’ aria “Che vecchio sospettoso” tira fuori il meglio di sé. Mario Cassi entrato nella produzione all’ultimo momento è un Figaro pieno in voce e calca il palco con naturalezza e disinvoltura. Uno spettacolo che permette per un paio d’ore di lasciarsi alle spalle tutti i pensieri della vita. Numerosi applausi e numerose uscite. Si replica i giorni 11,12,14,16,18

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Triestino, classe 1984, da sempre appassionato di musica e teatro. Studia Tromba, Composizione, Direzione d'orchestra a fiati. Collabora con la Webzine "Amici del Musical". Dirige la Corale del Duomo di Muggia e la Banda dei donatori di sangue di Villesse (GO). Pubblica presso le edizioni Tierloff (Nl), Baton (Nl), Orchestralart (A), Kliment (A).