Decreto lavoro – Ecco le vere misure per i giovani e come i giornali hanno riportato la notizia

La notizia. Ieri mattina il Consiglio dei Ministri italiano ha varato il famoso decreto legge sul lavoro: agevolazioni, incentivi, aiuti, ma anche rinvii. Un po’ di tutto. In queste righe ci limiteremo a parlare però solo delle misure in favore dell’occupazione giovanile, a noi ovviamente più vicine.

Il premier Enrico Letta ha varato ieri mattina il primo decreto legge sul lavoro

Il decreto. Tra gli obiettivi principali ci sono infatti quelli di aumentare e favorire l’occupazione, di sviluppare i rapporti tra scuola e lavoro, ridurre l’inattività e attenuare il disagio sociale. Per farlo sono stati proposti innanzitutto degli incentivi a chi nei prossimi mesi assumerà a tempo indeterminato lavoratori tra i 18 e i 29 anni per i primi 18 mesi; è stato fatto un richiamo alle regioni che dovranno stabilire entro il 30 settembre come disciplinare il contratto di apprendistato professionalizzante; ed infine sono stati stanziati dei finanziamenti per favorire i tirocini formativi, specie nel mezzogiorno.

Alcune condizioni. I lavoratori tra i 18 e i 29 anni, per essere assunti dovranno rientrare in almeno una di queste caratteristiche: 1) essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; 2) essere privi di un diploma di scuola media superiore o professionale; 3) essere lavoratori che vivono da soli con una o più persone a carico. Inoltre, dal testo del decreto si legge che altre misure verranno prese dopo l’approvazione, tra pochi giorni, degli accordi sulla distribuzione dei fondi europei 2014-2020.

La pagina del Sole24ore online. Qui la gallery con gli articoli degli altri giornali.

Gli errori di alcuni giornali. Le edizioni online di Repubblica e Sole24ore riportano perfettamente quello che è il testo del decreto legge, specialmente sulla questione degli incentivi al lavoro giovanile. Tuttavia, Corriere e La Stampa nei loro articoli tralasciano un particolare importante: scrivono infatti che per essere compresi nella fascia dei lavoratori “incentivati” debbano sussistere tutte e tre le condizioni sopra citate e non solo una (come è invece nel testo originale). Chi leggesse queste righe (come è capitato anche a chi scrive questo articolo) sarebbe indotto a pensare che praticamente nessuno avrebbe a disposizione tali facilitazioni. Sarebbe molto difficile, infatti, trovare persone con tutte queste caratteristiche nello stesso momento: disoccupato, senza formazione e con più persone a carico. Se ci sono, queste persone sono molto poche. Anche Grillo è stato criticato perché ha commentato il decreto, secondo l’Huffington Post mal interpretandolo (qui l’articolo). Più semplicemente, invece, deve averlo letto dal sito del Corriere o de La Stampa.

Lo scenario che invece si prospetta è diametralmente opposto. Se solo si pensa a chi è disoccupato da 6 mesi e rientra nella fascia 18-29 anni allora ci si trova davanti ad un numero decisamente maggiore, compreso di tutte le persone diplomate e laureate. Il problema è quindi se basteranno quei soldi messi ora a disposizione e quanti posti di lavoro potranno essere creati. Letta sostiene circa duecentomila. Sarà vero? Un’opinione l’ha espressa Tito Boeri qui, sul sito di Repubblica.

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By | 2013-06-27T08:54:46+00:00 27/06/2013|Categories: Economia, Politica|Tags: , , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.