"Donna", immagini e riflessioni sul mondo femminile

Un’immagine della mostra di Armando Casalino. Qui rappresentato è il tema della violenza.

Armando Casalino si definisce “fotografo per passione”, incuriosito dall’animo umano e dal contesto sociale in cui si inserisce. A Trieste si era fatto notare già qualche mese fa allestendo la sua mostra fotografica “Mitologicamente“. Ora torna con un nuovo ambizioso progetto: “Donna“, questo il nome della sua ultima iniziativa. Si tratta di un percorso fotografico all’insegna del gentil sesso che verrà inaugurato venerdì 8 marzo all’Atelier Working Art, in via Trionfo 1 a Trieste, alle ore 19. La redazione di Radioincorso ha avuto il piacere di averlo come ospite in studio la settimana scorsa, quando ci ha spiegato qualcosa di più sul significato della sua mostra:

“Si parla della donna come un universo a parte; cercando di tirare fuori alcune problematiche. In una mostra di alcuni scatti non si può parlare della donna [in generale], ma [solo] di alcuni piccoli aspetti.”

Nella tua mostra cerchi soprattutto di esprimere la complessità della donna. In che modo lo fai?

“Ho cercato di creare un piccolo percorso composto da una serie di immagini – circa quindici – in cui parlerò di piccole tematiche ma estremamente complesse: la donna come essere parte integrante dell’affetto e dell’amore, ispirandomi ad una famosa poesia di Jacques Prevert – Paris la nuit. Proseguo parlando della maternità, dell’adolescenza, dell’abbandono – quindi ci sarà un’immagine abbastanza forte con un urlo di una donna disperata. [Infine] tratterò aspetti più sociali come il discorso dell’integralismo, [ad esempio, l’utilizzo] del burqa, ispirando le persone a chiedersi il perché.”

E come fai a esprimere quello che è il contesto sociale in cui la donna si trova? Qual è il tuo stile?

“Io cerco di creare un’immagine che dia un’emozione e quindi che dia un impatto nel momento in cui una persona la vede. Nella precedente mostra che trattava di mitologia – Mitologicamente – ho cercato di tirare fuori le emozioni umane tramite i personaggi della mitologia greca. In questo contesto ho cercato di stimolare la curiosità delle persone, quindi cercare di capire chi erano questi personaggi e perché sono tuttora importanti.”

Le tre ragazze di Femen Italia, immortalate da Armando Casalino

Alla mostra hanno posato delle ragazze di Femen Italia, gruppo neo-femminista nato da poco nel nostro Paese. Come le hai trovate?

“Ho conosciuto queste tre ragazze un po’ per combinazione, perché volevo trattare la protesta femminile. Le ho contattate e con mia grande sorpresa hanno accolto la mia richiesta con grande gioia. Sono venute poi a Trieste, hanno posato per me e abbiamo passato una giornata incredibile perché pareva ci conoscessimo da sempre.”

Che cosa ti hanno trasmesso?

“Ho conosciuto fondamentalmente delle ragazze che potrebbero essere mie figlie. Ho scoperto una grandissima carica emotiva: donne che vogliono cambiare questo mondo, cercare di sensibilizzare le persone e portarle sulla strada della comprensione. Nella mostra esibirò due tre loro scatti, i più emblematici della protesta.

Una domanda più personale. Noi uomini spesso non comprendiamo quello che è il comportamento femminile. Qual è il tuo rapporto con le donne?

“Secondo me è un rapporto splendido. Parlo e sto molto volentieri con le donne e non ho particolari problemi.”

Un’ulteriore immagine della mostra “Donna”: il Bourlesque.

Qual è secondo te la posizione della donna nella società italiana di adesso?

“A parole molto evoluta; a fatti non è cambiato un granché in questi ultimi trent’anni, nella posizione in ambito lavorativo e nella società. Abbiamo una cultura che ci impedisce questo tipo di cambiamento. Siamo ancora legati ad una condizione sociale e religiosa che ci blocca e ci impedisce questo cambiamento.”

Possiamo quindi dire che la tua mostra potrebbe essere fonte di ispirazione per qualche nuova proposta?

“Io spero di sì, vivamente. Perché fondamentalmente quando un artista crea un’opera ha colpito nel segno nel momento in cui quell’opera fa discutere”.

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.