Duum: quando la poesia non ha bisogno di parole

Alessandro Pietrolini, nell’intervista rilasciataci qualche giorno fa, aveva promesso che Duum, lo spettacolo che sta portando in tour i Sonics, sarebbe stato senza dubbio coinvolgente. Promessa decisamente mantenuta ieri sera al Teatro Orazio Bobbio, dove per 75 minuti il pubblico ha condiviso le attese, le ricerche, i fallimenti e le gioie degli abitanti del Regno di Sotto. Sono infatti loro, ed in particolare l’architetto Serafino, i protagonisti di questa semplice storia: coloro che cercano di tornare sulla Terra e compiere il Duum.

Una ricerca, quella dello strumento adatto ad uscire dal sottosuolo, presentata inizialmente quasi come un gioco. Tutti sono coinvolti nella ricerca della soluzione adatta, ma dopo i primi fallimenti le cose si fanno più serie, portando il povero Serafino quasi in un delirio onirico. Per lo splendido modo in cui gli artisti riescono a trasmettere tutte queste sensazioni, lo spettatore non può non condividere la loro gioia finale per essere riusciti nella loro impresa.

duum

Interpreti ricchi di emozioni i Sonics, che sono riusciti a portare le loro splendide coreografie anche su un palco di dimensioni un po’ ridotte per spettacoli di tale genere. Dalle performance aeree a quelle a terra, ogni esibizione era curata nei minimi dettagli. Fondamentali anche le luci che, insieme alle musiche realizzate appositamente per Duum, hanno svolto il ruolo che negli spettacoli teatrali viene affidato alla parola. Un insieme di elementi che testimonia come ogni messa in scena sia unica ed irripetibile.

A conquistare definitivamente il pubblico è stata però la performance di Alessandro Pietrolini e Claudio Bertolino, che hanno portato sul palco perfezione e poesia. Da quel momento gli spettatori si sono completamente fatti trasportare, non risparmiandosi incitamenti ed applausi fino alla fine dello show. Un’esibizione imperdibile quella dei Sonics, degli artisti e degli atleti che fanno del Made In Italy la loro forza. Uno spettacolo che, come ci aveva detto Alessandro, è il risultato di errori, di pazienza, di condivisione e di esperienze. Dei sorrisi, quelli comparsi sui loro volti alla fine, che contagiano di entusiasmo e soddisfazione chiunque li guardi. Una compagnia che l’Italia dovrebbe portare come esempio.

Il Duum è il sorriso che ricevi al mattino; una carezza data; una stretta di mano; un dolce abbraccio; un sincero silenzio; è stare insieme; è un salto; è ritmo. Questo è Duum!

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By | 2015-03-07T21:15:24+00:00 07/03/2015|Categories: Magazine|Tags: , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa