E’ italiana e under 40 la prima donna nello spazio

Samantha Cristoforetti, italiana di 37 anni, è la prima donna del Bel Paese a visitare lo spazio nonché il terzo membro femminile negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea. Ieri sera alle ore 22:01, ora locale, ha spiccato il volo verso la Stazione Spaziale Europea per prendere parte al progetto Futura 42, coronando il sogno di una vita. Classe 1977, laureata in ingegneria meccanica all’università di Monaco, nel 2001 entra nell’areonautica militare dando vita al percorso che in pochi anni la porterà direttamente nello spazio.

Giovane e piena di entusiasmo, #AtroSamantha, come già la chiamano gli internauti su Twitter, in queste poche ore ci ha mostrato e raccontato la felicità di una persona che, dopo essere riuscita a spiccare tra oltre 8.500 candidati, ha ottenuto proprio quello che voleva. Il suo arrivo alla stazione spaziale, dopo appena sei ore di volo, è stato caratterizzato da un’accoglienza piena di sorrisi e battute. Ha subito raccontato alla madre, in collegamento telefonico, lo stupore all’arrivo nel vedere i raggi solari riflettersi sulle pareti dei pannelli fotovoltaici della base; molto meglio di come se lo aspettava a suo dire. Promette comunque che non si dimenticherà di noi terrestri, tenendoci costantemente informati sulle sue attività di ricerca. Si dice anche pronta a soddisfare le piccole curiosità sulla vita a gravità zero, dalle occupazioni nel tempo libero fino alla dieta del ricercatore spaziale.

 

Dopo appena un giorno per ambientarsi, la nostra astronauta dovrà immediatamente mettersi al lavoro. La aspettano 6 mesi di studi prima di tornare con i piedi per terra. Al centro della sua missione almeno 200 esperimenti in corso, che seguirà con agli altri cinque astronauti a bordo. Tra questi anche i dieci esperimenti italiani, come quelli riguardanti l’uso della stampante in 3D in orbita. Si spera che le nuove prospettive che questa nuova tecnologia pare offrire (ci sono interessantissime applicazioni anche per noi banali non-astronauti, vedi FabLab), possano permettere in futuro di fabbricare pezzi di ricambio per veicoli spaziali, eliminando così una grossa voce di spesa per le agenzie.

Tra le altre cose Samantha si occuperà anche di esperimenti su fluidi, nutrizione e la salute, veri liet motif della sua passeggiata extra orbitale. In particolare, si studieranno alcuni dei maggiori problemi riscontrati dall’equipaggio della stazione, come quelli del sonno, legati a micro risvegli notturni dovuti probabilmente ad alterazioni nel sistema nervoso causati da un cambiamento delle funzioni cardiache in assenza di gravità. Gli zero-G saranno i protagonisti di importanti esperimenti utili a capire malattie tipicamente terrestri. Tra questi lo studio della perdita di calcio delle ossa degli astronauti, possibile chiave di volta nei meccanismi dell’osteoporosi oppure le ricerche riguardanti la pressione sanguigna nel cervello, per una migliore cognizione delle patologie neurodegenerative. L’astronauta dell’Agenzia spaziale europea sarà inoltre ‘regista’ del traffico dei veicoli adibiti alla consegna dei rifornimenti per la Stazione Spaziale.

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Matteo Macuglia
Ho ventun’anni e mi sto laureando in Scienze Politiche e dell’Amministrazione. Ho una grande passione per la fotografia e per l’attualità politica e sogno di diventare un giornalista.