È nato ERASMUS+, scoprite qui che cos’è

Ebbene si, era molto tempo che si parlava di fondi che scarseggiavano e sembra che infine il programma ERASMUS sia definitivamente defunto. La buona notizia è che come un’araba fenice è prontamente risorto con un nuovo nome, ERASMUS+. Al di là della facile ironia sulla fantasia che ha ispirato il nuovo appellativo, a ben vedere il cambiamento è sostanziale. Innanzitutto la sigla ora raggruppa tutti i programmi di mobilità europei, tra i quali ricordiamo: Erasmus (studenti universitari), Comenius (studenti delle scuole superiori), Leonardo da Vinci (formazione all’estero), Grundtvig (mobilità per gli adulti), Youth in Action (sviluppo dei progetti di volontariato). In secondo luogo è da notare che da quest’anno i fondi a disposizione del programma di mobilità degli studenti degli atenei italiani sono aumentati del ben 12%, raggiungendo un ammontare di 14,7 milioni di euro disponibili per le esperienze all’estero dei nostri giovani dal 2014 fino al 2020.

Il ministro Giannini alla conferenza di presentazione dell’Erasmus+ a Firenze ha parlato di “terza rivoluzione, quella della mobilità”.

Il nuovo progetto è stato presentato a Firenze in presenza del ministro Giannini, la quale ha ricordato quanto sia imporante il progetto ERASMUS nell’ambito del tentativo di costruzione di una cultura comune europea tra gli stati dell’Unione. Durante l’incontro, il ministro dell’istruzione ha parlato di una “terza rivoluzione, quella della mobilità”, sottolineando l’esigenza di portare l’ERASMUS+ ad essere parte dei piani curricolari delle nostre università. In questo modo tutti potrebbero giovare della straordinaria offerta che viene dall’Europa e che non può che giovare agli studenti, indipendentemente dal loro corso di laurea. Con queste premesse le elezioni del 25 aprile saranno senz’altro significative perché permetteranno ai cittadini di mostrare cosa pensano dell’Unione, accogliendola come realtà nel quale ampliare le nostre possibilità di scelta e non solo oppure respingendola come sistema privo di un trait d’union che ne giustifichi l’esistenza.

In ogni caso saranno più di due milioni gli studenti universitari e delle scuole superiori che potranno beneficiare di programmi di scambio all’estero grazie ad ERASMUS+, circa 450 mila i tirocini formativi a disposizione, 650 mila gli studenti degli istituti professionali e gli apprendisti coinvolti ed infine ottocentomila tra insegnanti, formatori e membri del personale educativo. Nel caso italiano saranno ben 330 mila i giovani che potranno dirigersi in giro per l’Europa in cerca di competenze e conoscenze sulle quali investire nel proprio futuro. Le possibilità quindi ci sono, a voi non resta che coglierle.

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Matteo Macuglia
Ho ventun’anni e mi sto laureando in Scienze Politiche e dell’Amministrazione. Ho una grande passione per la fotografia e per l’attualità politica e sogno di diventare un giornalista.