Eddie Cat emoziona ed avvolge il Tetris

Un concerto avvolgente e caldo quello che si è svolto giovedì sera, 12 aprile, al Tetris. Per un’ora e mezza gli Eddie Cat, ci hanno “pizzicato” l’animo che ha continuato a vibrare a lungo. Il concerto ha presentato l’album “Empty Fills”, per cui sono stati necessari tre anni per la sua gestazione, grazie alla collaborazione di Daniele “Big Bear” Morelli alle chitarre, Marco Seghene al basso e Marco Vattovani alla batteria.

Una voce, quella di Eddie, che non esita a parlare del suo rapporto con il creatore, che si descrive in maniera trasparente, introspettiva e tecnica,con un ottimo gusto cinematografico e artistico.
Per chi apprezza il genere, certamente rinnovato della scena interrazziale folk degli anni ’60 e ’70, cresciuta sulle gambe di Buddy Holly e Tim Buckley, questa è una voce che regge il confronto con gli attuali John Butler e Ben Harper.
I temi toccati da Eddie, un songwriter e non cantautore, per una sua volontà di umiltà, sollevano sentimenti di rabbia, solitudine è gioia.
Rabbia, attraverso la canzone “Madhouse”, per il mondo “matto” in cui viviamo causa la superficialità incessante che abbiamo riguardo al prossimo.
Sentimenti di solitudine con “Lonliness”, tristezza “Do you know how I feel?” ma poi, per fortuna, anche di amore con “Morning Wispers”.

È questo quello che fa sentire Eddie nei live, un artista che è possibile apprezzare fino in fondo solo dal vivo.
Nonostante il distacco fisico dato dalla distanza col palco, la “confusione” data dalle luci e il volume alto della musica, Eddie riesce a trasmettere in maniera nitida il mondo dei suoi sentimenti, di se e del suo vissuto come se riuscisse a parlare singolarmente a ciascuno di noi.

 

 

 

 

 

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By | 2013-04-14T22:49:00+00:00 14/04/2013|Categories: Musica emergente|Tags: , , , |0 Comments

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