Elezioni 2013. Istruzione e ricerca nei programmi del centro-sinistra

La campagna elettorale entra nel vivo, il voto si avvicina e RadioInCorso non sta ferma a guardare. Abbiamo deciso di aprire i programmi dei diversi partiti che si candidano a guidare il Paese e di leggere le proposte, perchè non ci possiamo accontentare delle frasi propogandistiche dette in televisione. In particolare vogliamo fare chiarezza sulle proposte in materia di Università e Ricerca, temi sensibili per i nostri lettori.  In questa prima puntata trovate l’analisi sulle proposte della coalizione di Centro-sinistra, PD e SEL, e del Movimento 5 stelle. A breve uscirà anche il dossier sui partiti presenti dall’altra parte dell’emiciclo: PDL-Lega e Scelta civica con Monti, FLI e UDC.

Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola.

Partito Democratico
Nel programma del Partito Democratico, per quanto riguarda Università e ricerca non troviamo delle linee programmatiche ben precise, ma vengono enunciati dei principi che saranno le linee guida per la prossima legislatura. Innanzitutto il PD vuole combattere la dispersione scolastica soprattutto nelle aree più disagiate, attraverso un piano straordinario che crei una società della formazione lunga, che non abbandoni nessuno garantendo il diritto alla studio, alla crescita, all’aggiornamento e alla mobilità. Impegno più volte ripetuto dal segretario Bersani fin dalla campagna elettorale per le primarie. Investimenti vengono promessi nella ricerca e nell’innovazione. Per il Partito Democratico il sapere è uno strumento di emancipazione e di realizzazione di sé stessi.

Sinistra Ecologia e Libertà
Nel programma di Sel troviamo una dettagliata serie di iniziative nel campo dell’istruzione e sembra quasi che nella coalizione di Centro-sinistra, il PD abbia delegato a Sinistra ecologia e libertà il compito di delineare nei particolari le riforme da adottare. Ad esempio la dispersione scolastica, che nel programma del PD è solo un principio, si traduce nella proposta pratica dell’obbligo scolastico fino a 18 anni. Il partito di Nichi Vendola punta molto su un sapere pubblico, sociale e democratico. Troviamo così la garanzia a tutti del tempo pieno, l’equiparazione delle risorse e degli investimenti alla media europea, rendere gli organi collegiali aperti e democratici, gli investimenti per permettere borse di studio, mobilità gratuita e deducibilità delle spese per la scuola, l’abolizione del numero chiuso nelle università. Spazio anche alle famiglie con la promessa di costruire asili nidi pubblici e rendere disponibili più insegnanti di sostegno. Sel nel suo programma non dimentica poi il mondo del lavoro, proponendo un piano pluriennale di immissione in ruolo dei precari e un piano straordinario per l’immissione in ruolo di ricercatori a tempo determinato. Il programma di Sel si fa poi più europeo con l’intenzione di potenziare programmi di formazione presso altre università del continente. Infine, con un pizzico di demagogia, Vendola propone di risparmiare i soldi per l’acquisto degli F35 per investire il denaro nell’edilizia scolastica. Demagogia perchè si tratta di un acquisto pluriennale, da ammortizzare nel tempo quindi, e il risparmio annuo sarebbe di circa 400 milioni di euro. Ma per l’edilizia scolastico probabilmente ci vorranno molti più soldi.

Beppe Grillo.

Movimento 5 stelle
Il primo punto nel programma dei grillini, per quanto riguarda l’istruzione, è l’abolizione della legge Gelmini, non viene però indicata la riforma con la quale si intende riempire il vuoto legislativo. Nel programma poi troviamo molta tecnologia e innovazione: accesso a internet in tutte le scuole e università, abolizione di tutti i libri cartacei e passaggio al formato elettronico (non è precisato però se l’acquisto dell’eBook sia a carico delle famiglie o della scuola), lezioni pubbliche accessibili tramite rete e insegnamento a distanza via Internet. Ci sono anche proposte per un sistema d’istruzione preparato all’internazionalità come l’insegnamento dell’inglese già a partire dall’asilo e preparato alla competitività come l’abolizione del valore legale del titolo di studio e una maggiore integrazione tra università e mondo delle imprese. Tra i punti è presente anche un generico impegno a investire nella ricerca. Mancano proposte in materia di edilizia scolastica e di precariato.

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