Elezioni FVG 2013 – Centro-sinistra e M5S a confronto sull’università

Saverio Galluccio

Continua il dossier di Radioincorso sui temi dell’istruzione presenti nei programmi dei candidati alle elezioni regionali che si terranno il 21 e il 22 aprile. Dopo aver analizzato il programma della coalizione di centro-destra guidata da Renzo Tondo e della lista #Unaltraregione di Franco Bandelli, questa volta ci occupiamo della coalizione di centro-sinistra capitanata da Debora Serracchiani e formata da: Partito Democratico, Sinistra ecologia e libertà, Cittadini per Debora Serracchiani, Italia dei valori – Lista Di Pietro, Slovenska Skupnost (Unione Slovena) e del programma del Movimento5Stelle il cui candidato a presidente della Regione è Saverio Galluccio.

Centro-sinistra
La coalizione che fa capo a Debora Serracchiani definisce l’istruzione un tema vitale. Uno strumento per formare i buoni cittadini del domani. Le tematiche su cui il centro-sinistra vuole intervenire si posso riassumere così: innovazione, ricerca, tecnologia, formazione, impresa. Sono queste le parole che ricorrono più spesso nel programma. La condicio sine qua non per mettere in atto questi intenti è l’unificazione del sistema universitario del Friuli Venezia Giulia (“UniFriVen”) così, si legge, da sfruttare le eccellenze dell’Università di Trieste, dell’Università di Udine e della Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati (SISSA). Per garantire un’alta formazione spendibile nel mondo attuale, caratterizzato da innovazione e tecnologia, il centro-sinistra intende creare una rete tra Università, parchi tecnologici e imprese così da permettere alla persona una continua istruzione, accademica e professionale. Sono previste anche agevolazioni fiscali per quelle imprese che decidono di assumere con contratti di tipo “tenure-track”. Un altro punto su cui Debora Serracchiani e la sua coalizione vogliono impegnarsi è l’alfabetizzazione digitale, prevedendo, si legge, corsi di alfabetizzazione informatica per tutti, distribuiti sul territorio e sostenuti anche tramite il volontariato dei dipendenti pubblici, legati alle scuole, alle biblioteche, ai luoghi pubblici di cultura. Per la ricerca e lo sviluppo il centro-sinistra intende investire il 3% del Pil regionale, allineandosi all’orientamento dell’UE. Saranno investimenti non a pioggia ma verranno selezionati programmi e progetti che permetteranno di ottenere risultati chiari e misurabili. Dispiace trovare solo alla fine del programma l’impegno a mettere in sicurezza ed ammodernare gli edifici pubblici scolastici. Ambienti sicuri e confortevoli permettono un migliore apprendimento e sono il presupposto per permettere di raggiungere gli eccellenti intenti presenti nel programma (innovazione, ricerca, tecnologia etc.). La parola merito non viene mai menzionata e non si fa nemmeno cenno alla situazione dell’ERDISU sostituito con l’ARDiSS. Per quest’ultimo tema la Serracchiani in una recente intervista concessa a Radioincorso si è così espressa: «Io credo che la Riforma sia stata sbagliata nel metodo, perché una riforma così importante non può non tenere conto dei protagonisti principali che sono gli studenti. Quindi immagino che comunque nel sistema entri con forza la loro partecipazione. Non sono del tutto convinta dei risparmi per cui vorrei che venisse chiarito meglio il sistema dei trasferimenti Udine-Trieste, chiarire anche in base alla specificità delle zone come venga garantito il diritto allo studio degli studenti».

Movimento5Stelle
Il programma del Movimento5Stelle per la regione Friuli Venezia Giulia, come quello a livello nazionale, è scarno e si presente come una successione di brevi punti programmatici. In particolare per l’istruzione i punti sono quattro, brevi, come poesie di Ungaretti. Si inizia con la garanzia di un pluralismo pedagogico e didattico, non si capisce però cosa vogliono intendere con queste parole. Il M5S punta molto al sapere tecnico e professionale e al sostegno delle famiglie: viene proposta l’istituzione del tempo pieno per tutti gli ordini scolastici, una riforma degli istituti professionali, una valorizzazione di una cultura tecnica, un potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro, l’introduzione di attività pratiche manuali ed artistiche nel curriculum scolastico, un’incentivazione fiscale e semplificazione normativa per l’apertura degli asili familiari, aziendali ed inter-aziendali e un reddito di cittadinanza per i genitori di bambini fino al terzo anno di età. Precisazione: essendo un reddito condizionato a un termine (tre anni) si dovrebbe chiamare reddito minimo garantito e non reddito di cittadinanza, che viene garantito a tutti e in modo incondizionato. Per un movimento che fa della trasparenza e chiarezza il suo comandamento etico dovrebbe usare le parole con maggiore correttezza. Spazio infine all’impegno a ridurre la burocrazia e a migliorare l’utilizzo di tecnologia: accesso gratuito ad internet, libro digitale gratuito, biblioteche digitali. Un programma insufficiente e con gravi mancanze almeno per quanto riguarda l’istruzione. Non vengono proposti ulteriori punti che riguardino l’Università, l’edilizia scolastica, il merito, l’innovazione e la ricerca, la situazione dei precari e dell’unificazione degli ERDISU regionali.

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