Elezioni FVG 2013 – Tondo e Bandelli a confronto sull’università

Il 21 e il 22 aprile il Friuli Venezia Giulia sarà chiamato alle urne per eleggere il proprio governo regionale, essendo ormai quasi scaduti i 5 anni di mandato della giunta ora in carica. Il momento è sicuramente delicato, tanti sono i temi in ballo, dal contenimento delle spese, al lavoro, alla sanità. La redazione di Radioincorso ha però voluto concentrarsi su quelli che sono i programmi dei candidati relativi all’università e alla ricerca, perché riguardano noi studenti prima di tutto. E allora iniziamo la prima parte della nostra analisi con un confronto tra la coalizione di centro-destra capitanata dal Presidente uscente Renzo Tondo – appoggiata dalla Lega Nord, La Destra, Udc e Pensionati – e il movimento #Unaltraregione che non vuole definirsi né di destra né di sinistra, il cui leader è Franco Bandelli.

Il Presidente uscente e capo della coalizione di centro-destra Renzo Tondo

Il centro-destra. Nel programma di coalizione, l’istruzione viene definita “ il segmento strategico dell’attività pubblica per la formazione del capitale umano”. Soffermiamoci quindi sulla parte dedicata all’università. Il primo intervento da compiere sarà l’attuazione della legge regionale relativa ai finanziamenti destinati al sistema universitario regionale al fine – si scrive – di raggiungere un alto livello di competitività a livello nazionale ed europeo. La coalizione di centro-destra ha in mente di raggiungere questo obiettivo implementando la nuova organizzazione del diritto allo studio universitario e basandolo su criteri di merito per l’accesso ai servizi. Tuttavia, c’è da sottolineare che il diritto allo studio universitario regionale ha visto la sostituzione degli E.R.D.I.S.U. di Udine e Trieste con l’ARDiSS, un’unica agenzia di cui si sa ancora ben poco. Gli studenti per adesso non sarebbero inclusi alla partecipazione decisionale, e questo è forse uno dei più grandi problemi, perché si escluderebbero i principali protagonisti del diritto allo studio. Il secondo punto che secondo il centro-destra permetterebbe di aumentare la competitività è la ricerca, considerata, almeno sulla carta, decisiva. L’azione regionale dovrebbe proseguire sulla linea del Libro Bianco di riferimento che, come si sottolinea, è ancora in fase di stesura. I dubbi quindi rimangono, e si aggiungono al fatto che il capitolo sull’istruzione è menzionato solo nelle ultime pagine di programma. Il Presidente Tondo, inoltre, non ha ancora partecipato a nessun incontro pubblico per discutere di questi temi.

Il candidato alla Presidenza del Consiglio Regionale per #Unaltraregione, Franco Bandelli

#Unaltraregione. Il movimento, apertamente dichiarato in opposizione al centro-destra presenta un programma suddiviso in punti fondamentali, forse senza approfondirlo nel dettaglio. Si elencano nell’ordine: “la valorizzazione delle competenze e delle eccellenze; la collaborazione tra gli attori; il rispetto delle autonomie, ma definizione di una programmazione condivisa e pluriennale delle risorse regionali da destinare al sistema universitario; e la creazione di un meccanismo premiale per favorire l’innescarsi di circoli virtuosi”. Importanza quindi prima di tutto al merito, ma una bella strizzata d’occhio all’approfondimento dei rapporti tra i due atenei regionali, in modo da creare un sistema universitario che sappia gestire al meglio i suoi finanziamenti. Il programma si dedica poi al diritto allo studio universitario e alla ricerca. Per quanto riguarda il primo punto, si sottolinea come sia necessario, in tempi di crisi economica, sostenere gli studenti più meritevoli ma con difficoltà economiche. La questione E.R.D.I.S.U. – ARDiSS non viene però nemmeno nominata. Il secondo punto, quello sulla ricerca si propone di continuare il percorso finalizzato ad sostenere il mondo scientifico regionale a fini economici, industriali e sociali. Inoltre, Franco Bandelli e i suoi si impegnano a valorizzare i centri del Friuli Venezia Giulia in modo da avere più visibilità a livello internazionale. Sostegno alla ricerca, quindi. Noi lo speriamo, anche se nel programma di #Unaltraregione sembrano mancare i criteri attuativi di ciascuna proposta.

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.