Elezioni Rettore: Rega e Fermeglia accendono i toni nello scontro finale

L’incontro. Si è respirato un clima di leggera tensione durante il dibattito di ieri, che ha visto protagonisti i due candidati al ballottaggio per diventare Rettore dell’Università di Trieste: Lorenza Rega – che la scorsa settimana ha ricevuto il 28% delle preferenze – e Maurizio Fermeglia, il quale ha raggiunto il 43%. I toni sono stati abbastanza accesi sia dall’una che dall’altra parte, ma si sa, la campagna elettorale scalda sempre un po’ gli animi, soprattutto se la posta in palio è così alta.

La professoressa Rega. In un’aula magna gremita di gente, l’incontro – ancora una volta organizzato da Gruppo Ricercatori e Consob, professori associati – è iniziato con la forte presa di posizione della professoressa Rega: “Non sarò la prosecuzione di Francesco Peroni, perché deciderò con la mia testa”. I punti da cui partire secondo la Rega sono: un Direttore Generale per la programmazione della didattica complessiva di ateneo, i rapporti con l’Ateneo di Udine e la SISSA, la collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e la Giunta Serracchiani, necessaria – a detta della candidata – al fine di attirare finanziamenti europei, e l’internazionalizzazione. Tuttavia, durante il corso del tempo bisognerà tenere d’occhio il rapporto tra stipendi e finanziamenti ministeriali che, se non rispettato, porterebbe “a gravi conseguenze”.

Il pubblico dell’Aula Magna dell’Università di Trieste presente al dibattito (foto di Serena Toffoletto)

Il professor Maurizio Fermeglia. Il vincitore del primo turno ha, invece, puntato l’attenzione sull’importanza dei criteri di auto valutazione e di valutazione esterna della ricerca e della didattica, necessari a definire un Ateneo di eccellenza. Inoltre, secondo il professor del Dipartimento di Ingegneria, il mondo esterno all’università ha bisogno di conoscenze interdisciplinari e in questo senso anche la didattica si dovrà adattare. Più scettico si è invece definito sul rapporto con la Giunta Serracchiani: “Le istituzioni vengono certamente prima di tutto, (…) ma ho qualche dubbio sull’attenzione che ci dedicheranno. Sembra che la ricerca non venga da loro considerata”. Categorico, infine, sul ruolo del Direttore Generale: “Non è necessario”.

In attesa del risultato finale. C’è da dire che i due candidati partono da due presupposti diversi. Secondo Lorenza Rega la situazione lasciata da Peroni darà ampie possibilità all’Ateneo di poter ottenere buoni risultati, mentre Maurizio Fermeglia invoca lo stop al declino che, a parer suo, è lento ma inesorabile. Giovedì 6 giugno, dopo le elezioni, scopriremo quale percorso dovrà intraprendere l’Università di Trieste.

Commenti Facebook

About the Author:

Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.