Esperimenti scadenti, quando la scienza è cattiva

Qualità piuttosto che quantità. Potrebbe sembrare un concetto piuttosto banale, eppure per alcuni scienziati e editori non lo è. Secondo l’Economist la “bad science” è in continuo aumento proprio a causa della solita corsa verso il successo, che premia il numero delle pubblicazioni piuttosto che la qualità di quest’ultime.

Secondo l’Economist la “bad science” è in continuo aumento proprio a causa della solita corsa verso il successo.

Il risultato sono esperimenti scadenti che rischiano di nuocere ai fruitori delle scoperte: nello scorso decennio circa 80mila pazienti hanno preso parte a trial clinici basati su ricerche che presentavano errori. Questo è solo uno dei tanti casi che affliggono il mondo della scienza, ulteriormente messo a repentaglio dal lavoro degli editori. Le riviste non si esimono dal sopracitato modus operandi e decidono di pubblicare qualsiasi scoperta in modo prematuro, a patto che sia eclatante e faccia audience. Un ricercatore su tre afferma di sapere che qualche collega ha “ritoccato” qualche cifra per non incorrere nel rischio di una bocciatura editoriale.
Nemmeno la peer review (revisone dei pari) riesce a dare una mano. Spesso i correttori non riescono ad individuare le inesattezze degli articoli da correggere.

Tutto ciò fa paura, ma l’Economist con positività suggerisce dei provvedimenti in merito. Innanzitutto bisognerebbe rendere più stringenti i protocolli di ricerca, per non permettere agli scienziati di abbreviare le pratiche e consegnare risultati scadenti. I dati dovrebbero essere, almeno in parte, open access e le riviste dovrebbero, da parte loro, pubblicare anche gli articoli “meno allettanti”. Infine i politici (come potrebbero non centrare?) dovrebbero garantire l’uso del denaro preposto alla ricerca secondo le regole. La cattiva scienza non piace a nessuno e merita un maggiore rispetto dalla parte di tutti, gli scienziati in primis.

 

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By | 2013-11-11T12:05:57+00:00 11/11/2013|Categories: Scienza&Ricerca|Tags: , , |0 Comments

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Studentessa non modello della Scuola per Interpreti e Traduttori di Trieste, ma originaria del profondo Sud. Sono appassionata delle più svariate forme d'arte che accordano o scordano (a seconda dei gusti) l'anima e faccio parte del team di Radioncorso.it dal 2013 in qualità di giornalista e speaker.