Est e Ovest s'incontrano al Trieste Film Festival

Un calabrese trapiantato a Trieste guarda stupito i triestini che se ne vanno da una parte all’altra del confine per fare benzina, andare alle terme o al casinò. Il dialogo tra Trieste e l’Est infatti è sempre stato una priorità per la città ed eccone un’ulteriore prova: il Trieste Film Festival, il principale appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro-orientale, arrivato alla sua 24esima edizione, diretta da Annamaria Percavassi e dal 2013 anche da Fabrizio Grosoli, sbarca dal 17 al 23 gennaio al Teatro Miela e quest’anno anche alla Sala Tripcovich, grazie a un accordo tra Amministrazione Comunale e Fondazione Teatro Lirico G. Verdi.

“Il viaggio della signora Vila” di Elisabetta Sgarbi

Come sempre Trieste Film Festival presenta un ricco programma composto dai tre concorsi internazionali di lungometraggi, cortometraggi e documentari e i rispettivi premi scelti dal pubblico. Ma anche omaggi, incontri ed eventi speciali come la serata inaugurale del 17 gennaio alla presenza di Giuseppe Dell’Acqua, Claudio Magris, Boris Pahor, Giorgio Pressburger, Susanna Tamaro, Lucka Pockaj, Pino Roveredo e Sara Gruden, per la presentazione del film di Elisabetta Sgarbi “Il viaggio della signorina Vila”, girato a Trieste e sceneggiato con Eugenio Lio e con le musiche di Franco Battiato; o ancora gli attesi incontri/lecture durante l’Eastweek, la sezione del festival giunta alla quinta edizione, che promuove un network tra Scuole e Accademie di cinema dell’Europa centro-orientale, il 20 gennaio con lo sceneggiatore Nikos Panayotopoulos (in collaborazione con il premio Mattador), il 21 con il produttore Stefano Tealdi e il 22 con Giuseppe Tornatore e la proiezione del suo ultimo film “The Best Offer”; per non dimenticare l’omaggio a “Il sorpasso” di Dino Risi, che compie cinquant’anni, con il documentario di Gloria De Antoni “L’estate di Bruno Cortona – Castiglioncello nell’anno del sorpasso”. Inoltre è previsto un monologo sul cinema, coinvolgente e stravagante, in cui ideologia e psicanalisi s’incontrano in “The pervert’s guide to ideology” di Sophie Fiennes. Infine l’accenno alla crisi che sta attraversando la cultura ungherese, attraverso la proiezione dei lavori più significativi prodotti nel 2012 nel paese magiaro.

Interessante e stimolante appare anche la nuova area “Sorprese di genere”, che indaga intorno ai

Una scena di “Final Cut” del regista ungherese György Pálfi.

meccanismi del box office. Proiettando 6 film di diverse tipologie, provenienti da Lituania, Serbia, Romania, Slovenia, Germania (in cui compare anche Kasia Smutniak), si vuole dimostrare come siano più rilevanti le idee proposte dai nuovi talenti, piuttosto che la provenienza dell’opera.

Le novità però non finiscono qui. Tra gli eventi collaterali del festival, caratterizzato quest’anno da una consistente presenza femminile tra attrici e registe, appare “Italian screenings” ovvero film italiani indipendenti, apprezzati nel recente circuito festivaliero e inediti per i potenziali distributori internazionali.
Tra i consueti appuntamenti compare il “Premio Corso Salani”, in ricordo del celebre ed amato cineasta scomparso nel 2010, che verrà attribuito a uno dei cinque lavori pervenuti. In realtà si tratta di progetti in fieri e il vincitore avrà la possibilità, con il premio di 10.000 euro, di terminare il lavoro durante il corso dell’anno.
Singolare e appassionante sull’onda della musica si rivela pure la sezione “Muri del suono” a cura di Giovanna Tiunin e Beatrice Biggio. I film vengono analizzati in un percorso unidirezionale che va dalla musica alla storia tout court. Vengono affrontate tematiche quali la trasformazione dei paesi dell’ex Unione Sovietica o la povertà nella realtà europea.

Una scena di “Prílis mladá noc – A Night Too Young” del regista sloveno Olmo Omerzu – sezione Lungometraggi.

Anche i registi locali hanno la loro visibilità grazie a “Zone di cinema”, curata da Nicoletta Romeo. I migliori esponenti del cinema regionale si mostreranno nelle loro opere, realizzate per la maggior parte attraverso la fondazione di una propria casa di produzione, sostenuta mediante fondi pubblici e i propri sacrifici, nonostante i tempi di recessione. I film sono girati anche all’estero, grazie soprattutto al sostegno della Provincia di Trieste.

Dedicato invece alle coproduzioni tra i Paesi dell’Europa dell’Est e continentale è la terza edizione di “When East Meets West”: dal 21 al 23 gennaio verranno presentati 22 progetti selezionati e focalizzati quest’anno sui Paesi di lingua tedesca. E non a caso tale progetto conferma il Friuli Venezia Giulia come punto di riferimento per i produttori dell’Est che vogliono collaborare con l’Ovest.
Dal 18 gennaio ogni giorno a partire dalle ore 10.30 i registi, gli attori e i produttori presenti al festival incontreranno stampa e pubblico al Caffè Tommaseo (Ingresso libero).
Ci attendono dunque 7 giorni di puro cinema, incontri speciali, presentazioni, ospiti e l’inizio di nuovi progetti e collaborazioni (per il programma completo giorno per giorno: http://www.triestefilmfestival.it).

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By | 2013-01-14T10:08:20+00:00 14/01/2013|Categories: Cinema, Cultura e spettacoli|0 Comments

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