EUROPA 2014 – 1914: L’eredità dei grandi imperi a 100 anni dalla Grande Guerra.

Il professore Lucio Caracciolo

«Partiamo dall’oggi per immergerci negli ieri, con l’intento di capire le radici degli interessi geopolitici attuali. Da un osservatorio privilegiato per gli assetti europei come lo è Trieste».

Così il prof. Caracciolo apre il dibattito, in una affollata sala di The Impact Hub Trieste in via Cavana.  Viene presentato l’ultimo numero di Limes, rivista italiana di Geopolitica fondata e diretta dallo stesso Caracciolo, dall’omonimo titolo “ 2014-1914 l’eredità dei grandi imperi”.

Introducono il Prof. Bussani, ordinario di Diritto Comparato all’Università di Trieste, direttore scientifico dell’International Association of Legal Sciences e  Valentina Volpe, che dopo un breve saluto lasciano spazio alla lectio magistralis di colui che viene considerato uno dei massimi esperti di geopolitica in Italia.

Mappa dello scenario bellico della Prima Guerra Mondiale.

SCENARIO POST BELLICO – PRIMA GUERRA MONDIALE. Dalla fine del primo grande conflitto si è avviato il processo che viene definito da Caracciolo balcanizzazione. In seguito al collasso contemporaneo o quasi dei quattro grandi imperi del vecchio continente (Impero Germanico, Austroungarico, Russo, Ottomano) sono inevitabilmente venuti a modificarsi gli equilibri europei pre-esistenti al conflitto. Grazie anche all’affermarsi del principio di autodeterminazione delle nazioni, tanto caro al presidente degli USA Joe Wilson, molte delle minoranze all’interno di stati che non sentivano loro iniziano a proclamare la loro indipendenza.

LA BALCANIZZAZIONE – BALCANIZZAZIONE ORIENTALE E MERIDIONALE:L’itinerario che si può

tracciare, partendo dalla nostra Trieste è duplice: uno porta verso est, fino a Kharkiv in Ucraina, un altro porta verso Sud, si arriva fino alla Libia, alla Turchia, all’Egitto, passando per Bosnia Erzegovina, Albania, Croazia, tutti luoghi che ben conosciamo come teatri di sanguinose tragedie belliche dettate proprio dalla voglia di indipendenza e da quel principio di autodeterminazione dei popoli che tuttavia viene invocato troppo spesso a sproposito. «Chissà se magari vedremo il Veneto libero»  dice sorridendo Caracciolo.

Tutto questo discorso , alla luce degli instabili equilibri geopolitici Ucraini, si rivela di un’attualità sorprendente. Lo stato attuale della situazione nel paese, si  comprende anche riflettendo sulla stessa conformazione dello stato – curiosamente secondo le stime del 1887 dei geografi del dipartimento militare dell’impero Austro-Ungarico – completamente diverso, non solo culturalmente ma anche, ed a occhio nudo, architettonicamente a seconda che ci si trovi all’estremo orientale o occidentale.

Basti prendere in considerazione due città, entrambe – perlomeno fino a poco tempo fa- sotto l’egida della stessa bandiera giallo-blu:  Sebastopoli e Leopoli. La prima, capitale della Crimea, abitata da filo-russi, sede del famoso referendum di annessione alla Russia, che tanto spaventa e ha spaventato il mondo intero ; la seconda, al confine con la Polonia, completamente avulsa dal modo di vivere “ruski” e dall’aspetto più “europeo”, in quanto vecchio baluardo orientale dell’impero Austro-Ungarico. Due realtà, completamente diverse, ma battenti la stessa bandiera. Un importante esempio di come la storia di- ora possiamo dirlo – un secolo fa, abbia ancora riflessi sulla realtà odierna.  E se volete saperne di più, viaggiando per le vie della balcanizzazione non vi resta che comprare il nuovo numero di LIMES.

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By | 2017-02-12T16:21:33+00:00 28/05/2014|Categories: Magazine, Mondo, Politica|Tags: , , |0 Comments

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Giacomo Marzolini
Giurista in itinere all’Università Di Trieste. Sono quello che in puntata fa partire l’ultima di Calvin Harris e poi parla della crisi in Siria. Scrivo di attualità politica, digitale, tendenze del web. Cerco di essere una bella persona.