#EuroPress – Europee: proiezioni e scenari futuri

Mancano cento giorni alle elezioni che rinnoveranno il Parlamento europeo. Le votazioni si svolgeranno tra il 22 e il 25 maggio, quest’ultima sarà la data in cui i seggi saranno aperti in Italia. Questa votazione rappresenterà un passaggio storico per l’Europa, non solo perché deciderà la direzione che dovrà prendere l’Unione del futuro, ma anche perché, per la prima volta, i cittadini potranno scegliere direttamente il Commissario europeo tra i candidati proposti dai diversi gruppi del Parlamento. Sui media poco si parla di queste elezioni e l’unico tema che tiene banco negli ultimi mesi è il pericolo dell’ondata populista ed euroscettica che potrebbe abbattersi sull’Europa. Il Parlamento europeo ha fornito una fotografia dei possibili scenari futuri raccogliendo i sondaggi proveniente da uno o più istituti nazionali. Diamo un’occhiata per capire quali sono le reali intenzioni di voto dei cittadini europei.

Dai sondaggi vediamo che la paura dell’euroscetticismo non è poi così fondata. Le proiezioni danno i partiti dell’estrema destra, ad esempio i greci di Alba Dorata e gli ungheresi di Jobbik, intorno al 5%, una percentuale sufficienze per superare la soglia di sbarramento, ma otterrebbero più o meno gli stessi seggi che hanno ora. Il dato potrebbe essere allargato ad altre forze che non sono dichiaratamente di estrema destra ma che condividono con questi partiti l’euroscetticismo, come il francese Front National, l’inglese Ukip, l’italiana Lega Nord, l’olandese PW e gli indipendentisti fiamminghi del N-Va: questo fronte, che più correttamente potrebbe essere definito “neopopulista” e a cui potrebbe unirsi il Movimento5Stelle, si attesterebbe intorno al 10%-12%, ottenendo circa 80 seggi, un numero considerevole ma troppo poco per essere definita una rivoluzione antieuropeista. Inoltre molto difficilmente riusciranno a formare un gruppo unitario: se è vero che le loro istanze hanno una matrice comune che può identificarsi nell’euroscetticismo, le loro battaglie sono comunque rivolte al proprio popolo nazionale e sarà complicato trovare un accordo su policies comunitarie. Poco probabile anche ipotizzare che questi partiti riescano a formare dei gruppo autonomi dato che per regolamento sono necessari 25 seggi che provengano da 7 Paesi diversi. Più facile immaginare che finiscano nel gruppo dei “non iscritti” e che trovino un terreno comune di azione solamente su determinate tematiche, disinnescando la loro forza.

E gli altri gruppi? Alle europee di maggio il Partito Popolare Europeo, attualmente la prima forza in Parlamento, vedrebbe ridursi il vantaggio rispetto al dato attuale attestandosi intorno al 28%-30%, inferiore al 36% raggiunto nel 2009. Ad incidere sull’emorragia di voti potrebbe essere la concorrenza dei partiti dell’estrema destra, pronti ad erode consensi al PPE. Il Partito Socialista Europeo, che cambierà nome in PSE-Socialists and Democrats, potrebbe raggiungere il 25%-27%, dato invariato rispetto al 2009. Il gruppo dell’ALDE, i liberal-democratici europei, sono dati in lieve calo rispetto all’11% delle scorse elezioni, trend simile per i Verdi, mentre Sinistra Unitaria Europea, GUE, si attesta al 4,5% ma il dato è in crescente ascesa.

Il logo della campagna per le elezione europee 2014

Stando a queste proiezioni gli scenari sulla composizione del nuovo Parlamento e sulla convergenza di una maggioranza intorno ad un Commissario sono molto incerti: l’Alde e i Verdi rappresenteranno l’ago della bilancia e saranno decisivi, anche se potrebbe prendere piede l’ipotesi di una Grande coalizione dato che, insieme, il PPE e il PSE raggiungono il 55% sei seggi. Le dinamiche parlamentari cambieranno rispetto alla prassi attuale: non si formeranno maggioranze in base alle questioni messe in votazione, centrodestra sui temi economici e centrosinistra sui temi sociali. Questa è l’unica certezza. Come detto in apertura del pezzo, quest’anno i cittadini europei potranno scegliere il Commissario europeo. Nelle prossime settimane scopriremo i candidati dei diversi gruppi.

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