#EuroPress – Verhofstadt candidato dell’Alde per la Commissione

Come anticipato la scorsa settimana oggi cominciamo a presentare i candidati al ruolo di Presidente della Commissione Europea, che da quest’anno, è bene ricordarlo, può essere scelto direttamente dagli elettori. Repetita iuvant: le elezioni europee si svolgeranno tra il 22 e il 25 maggio, in Italia in quest’ultimo giorno. Partiamo dunque con il candidato dell’Alde, Alliance of Liberals and Democrats for Europe, gruppo di riferimento per tutti i partiti liberal-democratici, terzo per numero di iscritti al Parlamento europeo.

Il candidato proposto dall’Alde è Guy Verhofstadt, che ha vinto la concorrenza di Olli Rehn, l’attuale Commissario europeo per gli affari economici e monetari. La scelta è stata fatta per salvaguardare l’unità dei liberali ed evitare un’inutile battaglia tra due forti personalità del gruppo. Guy Verhofstadt è l’attuale Presidente del gruppo parlamentare dell’Alde, è un europeista e federalista convinto, oltre ad essere un feroce oppositore dei partiti euroscettici e antieuropei, accusati di sfruttare la politica del risentimento solo per ottenere consensi; in una recente intervista accusò così questi partiti: “Credo sia giusto essere chiari con l’opinione pubblica: gli euroscettici e i populisti non hanno la soluzione ai problemi dei cittadini, o per la creazione dei posti di lavoro, o per la lotta ai cambiamenti climatici. Non è dicendo: torniamo ai confini nazionali che si risolve il problema dell’immigrazione, dei cambiamenti climatici o che si azzera la disoccupazione”. Verhofstadt è profondamente convinto della ridiscussione del trattato europeo in senso federalista per costituire gli Stati Uniti d’Europa, l’unica entità in grado di risolvere i problemi attuali e di affrontare le sfide che attendono il continente. Secondo Guy Verhofstadt l’unico modo per salvare l’economia europea e per difendere gli interessi economici dalla concorrenza mondiale è quello di unire le forze; ad esempio propone un’unione bancaria che ridia denaro all’economia reale e alle piccole e medie imprese, a differenza di quanto fanno ora. Un’altra proposta del candidato dell’Alde è quella di incentivare la mobilità sociale all’interno dell’Europa, ancora troppo bassa, con l’obiettivo di contrastare la disoccupazione in particolare quella giovanile, altro tema a lui molto caro.

Il candidato dei liberal-democratici, Guy Verhofstadt

Spesso le personalità europee in Italia sono poco conosciute, qualche nota sulla sua biografia politica aiuterà a riempire in parte questa lacuna. Chi è Guy Verhofstadt? Fiammingo, classe 1953, da sempre appartiene alla famiglia liberale. Fin da subito respira l’aria dell’Europa, infatti negli anni ottanta lavora come segretario di Willy De Clercq, l’allora Commissario europeo. Nel 1982 viene eletto Presidente del Partito per la Libertà e il Progresso, che successivamente muterà il nome in Democratici liberali e fiamminghi, di cui ricopre nuovamente la carica di presidente dal 1992 al 1995 e poi tra il 1997 e il 1999, anno in cui diviene Primo ministro del Belgio, il primo liberale dopo la storica “egemonia” cristiano-democratica ed è anche il primo ad aprire il governo al partito dei verdi. Rieletto nel 2003, è lui che nel 2007 guida la fase di stallo politica che paralizzò il Belgio fino al 2008. La carriera politica europea, dopo la parentesi degli anni ottanta, comincia nel 2009 come eurodeputato del gruppo Alde di cui diventa capogruppo in Parlamento. Lo stesso anno è tra i padri fondatori del Gruppo Spinelli, un movimento composto da politici e intellettuali che vogliono rafforzare il processo di integrazione europea e assegnare più responsabilità alle istituzioni comunitarie. Non è una caso che il gruppo prenda il nome di Altieri Spinelli, è infatti il politico italiano che ha fondato il Movimento Federalista Europea, a cui inevitabilmente Guy Verhofstadt si ispira. Nel 2003 venne fatto il suo nome per sostituire Romano Prodi alla presidenza della Commissione Europea, ma il veto di Blair e Berlusconi fu decisivo a causa della sua opposizione alla guerra in Iraq. Sarà questa la volta buona per guidare la Commissione? A chi gli chiede se l’Alde stringerà alleanze dopo le elezioni con il Partito Popolare Europeo o il Partito Socialista Europeo, lui risponde:  “Intendo conquistare voti e seggi. In modo da avere una voce forte dopo le elezioni. Sono sicuro di una cosa almeno: né i socialisti, né i conservatori avranno la maggioranza. Sarà dunque necessario venire a patti con noi, che rappresentiamo la terza forza politica in parlamento. Siamo pronti a negoziare, ma prima di tutto dobbiamo assicurarci i voti e i seggi”.

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By | 2017-02-12T16:23:21+00:00 21/02/2014|Categories: Magazine, Mondo, Politica|Tags: , , , , , , |0 Comments

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