Fluentify, la nuova piattaforma per imparare l’inglese

Fluentify è la piattaforma che permette di mettersi in contatto, tramite videochiamata, con 70 tutor madrelingua e non, provenienti da vari paesi.

Che l’inglese sia fondamentale al giorno d’oggi, in qualsiasi ambito, è ormai un concetto piuttosto scontato. Le scuole di lingua sono numerose, come anche i siti e i vari pacchetti acquistabili online. Ciò che non è scontato è che per fondare una startup gli italiani devono scappare all’estero.

Vi starete chiedendo qual’è, in questo caso, il collegamento tra l’inglese e la fuga di cervelli.
Questa storia inizia lo scorso febbraio a Parigi dove Giacomo Moiso e Andrea Passadori, due ragazzi italiani, stanno terminando il master in management alla École supérieure de Commerce de Paris.
I due, già da tempo, avevano in mente di creare una startup che aiutasse ad imparare l’inglese. Nasce così Fluentify, la piattaforma che permette di mettersi in contatto, tramite videochiamata, con 70 tutor madrelingua e non, provenienti da vari paesi.
Ma cosa contraddistingue Fluentify da tutti gli altri corsi d’inglese disponibili sul mercato? Sicuramente le tariffe modiche (dai 7 euro per una sessione di conversazione di 30 minuti) , come anche la flessibilità degli orari delle lezioni e la possibilità di scegliere i topic di cui parlare. Ad esempio, se si lavora nell’ambito bancario, è possibile trovare un tutor con esperienze di questo tipo che conosca la terminologia specifica. Ed il gioco è fatto.

Purtroppo per Giacomo e Andrea non bastano le loro capacità per fondare la startup, ma hanno bisogno (come tutti) di qualcuno che creda nel loro progetto e li finanzi. E per fare questo sono dovuti “fuggire” a Londra dove hanno potuto aprire la loro Ltd con sole 15 sterline. Nel Regno Unito fondare una società è molto più semplice, veloce e meno dispendioso.
“Gli investitori temono la giustizia e la burocrazia italiana, per questo non puntano sulle nostre società”, dichiarano i due ragazzi che, una volta presentato il progetto a Torino, non sono stati presi seriamente.
Da parte dei due giovani imprenditori, la volontà di rimanere nel Belpaese è stata forte, ma purtroppo si sono dovuti scontrare con una dura realtà che li ha costretti ad allontanarsene.

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By | 2017-05-21T12:41:24+00:00 06/05/2014|Categories: Economia, Giovani e società, Magazine, Mondo, Tecnologie, Università|Tags: , , , , |0 Comments

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Studentessa non modello della Scuola per Interpreti e Traduttori di Trieste, ma originaria del profondo Sud. Sono appassionata delle più svariate forme d'arte che accordano o scordano (a seconda dei gusti) l'anima e faccio parte del team di Radioncorso.it dal 2013 in qualità di giornalista e speaker.