Generazione 2.0: Gli zingari dello studio

Ogni buon studente (e non) che si rispetti (e non), arrivato ad un certo punto della carriera universitaria, avvertirà un forte richiamo dal sapor esterofilo. Fortunatamente l’università permette agli studenti di assecondare questo desiderio e, dopo aver compilato un discutibile quantitativo di scartoffie, vari ragazzi e ragazze di buone speranze partono alla volta dell’Europa (o quel che è), per aprirsi la mente, studiando in una realtà diversa da quella di provenienza. Magari torneranno prima o poi.
Con questa introduzione vogliamo farvi conoscere Enzo Lauretta, un giovane ragazzo italiano under 35 che ha saputo utilizzare al meglio la sua esperienza di studio all’estero. Infatti, di recente è stato pubblicato il suo romanzo d’esordio Gli Zingari dello Studio, in cui Enzo narra le vicende di Lorenzo Brigante, suo alter ego letterario, studente in espatrio. Dal romanzo, Enzo si sta impegnando per trarne una web serie, e sta già pensando ai sequel.
Lasciamo che sia lui a parlarcene.

Presentazione

Nome: Enzo Lauretta

Età: 31

Città natale: Agrigento

Luogo in cui ti trovi ora: Agrigento, studio di mio nonno

Attuale occupazione: Copywriter Freelance

Titolo di un libro che ti ha particolarmente colpito: Confessioni di un peccatore impeccabile

Passatempo ideale: Scrivere, Guardare Film e Serie TV

Descrivi brevemente il tuo percorso di studi universitario: Una Laurea in Lingue, un Master in Comunicazione Pubblicitaria, un Erasmus, un Leonardo

Ora che ti abbiamo conosciuto, andiamo a conoscere il tuo romanzo, Gli Zingari dello Studio. Spiegaci questo titolo.
Gli Zingari dello Studio è un’espressione che si riferisce ad ogni esperienza di studio che implica uno spostamento e che ho preferito utilizzare al posto di altre prima di tutto perché fosse qualcosa di mio, quindi riconducibile alla mia persona e poi anche per riferirmi, più in generale, ad ogni esperienza di studio che non fosse solo verso l’estero, ma anche, e molto più semplicemente, a chi per esempio si sposta per andare a studiare dal sud al nord.

Le vicende che racconti ti sono successe in prima persona, o hai tratto ispirazione anche da fatti che sono accaduti ad altri?
Sì, alcune delle vicende che racconto sono realmente accadute a me, così come ad alcuni dei personaggi che fanno parte di questo universo di Zingari. Molti dei personaggi sono in effetti delle trasposizioni letterarie di personaggi reali sebbene, come ricordo sempre, “nessun personaggio del libro è il ritratto di una persona realmente esistita” perché nonostante siano ricalcati su persone reali risultano alla fine dalla combinazione di caratteri che fanno capo a persone diverse.

Perché lo definisci un libro “in divenire”?
Un’opera in corso d’opera, che non si può ritenere conclusa nemmeno in quanto libro dopo la sua pubblicazione, perché ho intenzione tra le altre cose di pubblicarne anche una seconda parte, a puntate, sul sito. Un po’ come accadeva nell’800 per il romanzo d’appendice, che quindi non si esaurisca nella sua pubblicazione, la quale invece può diventare il punto di partenza da cui poter realizzare qualcosa di altro, che trascenda la dimensione letteraria e, nel mio caso, possa diventare cortometraggio, tv/web serie etc…

Come mai hai scelto di lasciare senza traduzione le varie lingue parlate dai personaggi?
L’idea era quella: di riflettere tutte le caratteristiche del parlato tipico delle situazioni descritte nel libro, a partire dalla lingua italiana che ho “corrotto” intenzionalmente con tutta una serie di sgrammaticature. Insieme a questo, ho poi deciso di mantenere le varie lingue senza tradurle, perché mi sembrava adatto per riprodurre il contesto multiculturale in cui Gli Zingari dello Studio si ritrovano a vivere, arrivando persino a mescolarle tra di loro così che spesso i personaggi utilizzano, all’interno dello stesso dialogo, anche parole riconducibili a lingue diverse.

Pensi che tutti questi “zingari dello studio”, soprattutto italiani, torneranno a casa prima o poi? E tu resterai qui?
Naturalmente sono tornati come me del resto, perché alla fine si tratta solamente di un periodo circoscritto della propria vita. C’è da chiedersi, semmai, se una volta tornati a casa siano poi ritornati o ritorneranno nei luoghi che li hanno ospitati, ma soprattutto se siano ripartiti o ripartiranno ed io credo di si come è successo a molti di quelli che ho conosciuto: alcuni  sono tornati, altri no, ma sono comunque ripartiti e adesso si trovano nei posti più disparati perché, come dico nel libro, è una condizione che ci porteremo dietro per sempre.

Knolling Gli Zingari dello Studio

Qual è stata l’esperienza che più tu ha colpito nei tuoi viaggi di studio? Hai anche studiato? (battutona, ndr)
Credo non ci sia un’esperienza in particolare che ricordo più delle altre. Tutte insieme formano parte di una esperienza più grande e tutte insieme hanno contribuito alla creazione di questo mio libro.
E si studia eccome! A dispetto di quanti possano pensare che non sia così.

Secondo te qual è lo scopo reale dei viaggi all’estero promossi dall’Università? Ti ho sentito parlare molto del concetto di condivisione.
Gli scopi sono molteplici e tutti riassumibili in una sola parola: Formazione, sia di tipo accademico, ma anche e soprattutto personale.
Quello della condivisione è un concetto a cui faccio sempre riferimento, perché credo che non ce ne sia uno migliore di questo per esprimere la “condizione” nella quale si sono ritrovati a vivere Gli Zingari dello Studio. Condividere una stessa esperienza con tutte le difficoltà del caso, a partire da quelle linguistiche, oltre che le gioie, e condividere anche un appartamento, che io considero un po’ come l’emblema di questo tempo vissuto fuori da casa, in un’altra casa e con un’altra famiglia.

Cos’è un book-trailer?
Un book-trailer è l’equivalente del trailer cinematografico, che sintetizza quindi il contenuto del libro, cercando di di ricrearne l’atmosfera, allo scopo di far conoscere il libro in maniere differente con un linguaggio simile a quello cinematografico per avvicinare un pubblico più vasto, e che credo sia quasi indispensabile oggi nell’attività di promozione di un libro.

Parlaci anche della miniserie che hai tratto dal libro.
La serie è tratta dal libro anche se non ne costituisce un adattamento vero e proprio ma si sviluppa a partire da un brano dello stesso, da cui l’idea della serie fatta di scene di vita quotidiana di 4 studenti universitari di nazionalità diversa, che si trovano a condividere lo stesso appartamento in Italia.
I protagonisti della serie non sono soltanto gli abitanti dell’appartamento e gli altri studenti che abitano il palazzo, così come gli amici degli stessi coinquilini che di tanto in tanto appariranno nei vari episodi, ma anche l’appartamento stesso che fa da sfondo alle vicende dei personaggi.

Ci riporti uno dei passi più significativi, secondo te, del tuo libro?
Uno dei passi più significativi del libro è quello che io cito nel book-trailer, ma per questo vi rimando direttamente al canale di youtube de Gli Zingari dello Studio, dove è possibile visionarlo direttamente, mentre qui vorrei citare il brano, con la descrizione di uno degli appartamenti contenuti nel libro, a cui facevo riferimento prima per la  “web serie” tratta dal libro, ed è il seguente:

«Io c’ero stato solo un paio di volte e mi ero sentito subito a casa nonostante fossi lì da poco e io quella gente non la conoscessi nemmeno né l’avrei mai conosciuta davvero. L’accoglienza di quei ragazzi però, il clima familiare che si era venuto a creare in quella casa era tale che chiunque arrivasse si sentisse subito accolto. Era come se il tempo si fosse fermato. Non servivano social network. La gente semplicemente passava e suonava il campanello e loro erano lì pronti a riceverti come se fossi stato con loro in quei mesi che avevano passato lì. Per ognuno di loro ci sarebbe voluta una scheda tecnica, ma io non aggiungerò nient’altro perché qualsiasi cosa io dica non aggiungerebbe niente, forse potrebbe anche rovinare il ricordo che io ho di loro quando invece è così che me li voglio ricordare quando penserò a loro. E io quella gente avrei voluto conoscerla meglio, sentire quello che avevano da dire, ma adesso se ne stavano per andare per fare posto a noi perché il loro tempo qui era finito. »

Progetti futuri?
Conto di proseguire con l’attività di promozione del libro per la quale ho fatto un piano editoriale di tre anni e che prevede, oltre al cortometraggio in uscita a gennaio e la tv/web serie, per la quale sono in cerca di una casa di produzione che mi aiuti a realizzarla, anche la pubblicazione del mio secondo libro che è anche il secondo libro della serie di tre libri, con protagonista sempre lo stesso personaggio sebbene siano tre generi diversi, a conferma di quell’opera in divenire di cui si era parlato all’inizio, e che riguarda anche e soprattutto il personaggio principale.

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By | 2016-02-27T17:02:11+00:00 30/11/2015|Categories: Giovani e società, Magazine|Tags: , , , , , |Commenti disabilitati su Generazione 2.0: Gli zingari dello studio

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.