Giovani, Cultura, Istituzioni: una master class all’Università di Trieste

La cultura è ancora fondamentale e può creare nuovi posti di lavoro. È questo il messaggio che il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, con la collaborazione del Forum Mondiale dei Giovani “Diritto di Dialogo“, vuole comunicare. In un mondo dove le padronanze tecnico-scientifiche sembrano avere la meglio, la cultura può invece ancora dire la sua, basta conoscerne le potenzialità.

Da giovedì 20 a sabato 22 novembre, si terrà il corso di formazione Giovani, Cultura, Istituzioni al Dipartimento di Scienze Economiche dell’ateneo triestino. Si tratta di una tre giorni di interazioni, riflessioni e sinergie tra 25 studenti provenienti da tutta Europa (ma anche Nigeria e Camerun), selezionati per l’originalità dei loro progetti che verranno discussi assieme a esperti nel campo della comunicazione, del web, dell’impresa, dell’economia e della filosofia.

Per capire meglio di cosa si tratta, abbiamo scambiato alcune battute con l’organizzatrice dell’evento, la professoressa Gabriella Valera del Dipartimento Studi Umanistici dell’Università di Trieste.

Domanda: Professoressa Valera, qual è l’obiettivo di questo corso di formazione?

Risposta: L’obiettivo di Giovani, Cultura, Istituzioni è di insegnare la cultura tramite i valori più disparati: economici, filosofici, sociali e comunicativi. Per formare persone che lavorino in un ambiente culturale bisogna infatti avere del personale molto qualificato, per questo mi piace parlare di competenze transdisciplinari. Gli studenti che parteciperanno, infatti, provengono da facoltà e percorsi formativi diversi.

D: Come sarà strutturato il corso?

R: Il corso prevede quattro incontri, ognuno su un tema diverso: il continuo cambiamento della cultura, la creatività, la comunicazione e il modo in cui si può agire per fare, appunto, cultura.

D: Definiamo la parola cultura, forse spesso utilizzata in modo poco appropriato.

R: Per cultura intendiamo il luogo dove diversi valori vengono in relazione tra loro, dove capacità differenti si incontrano per formare un’identità nuova. Infatti, oltre a quella filosofica esiste la cultura d’impresa, la cultura agricola e quella storica. Fare cultura, inoltre, significa aumentare il desiderio di lettura, di andare a teatro o di conoscere la realtà cinematografica.

D: Ma la cultura è ancora in grado di offrire lavoro?

R: Certo. L’area culturale è in crescita. Già tramite la mia associazione [Centro Internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura Giovanile .ndr] faccio lavorare molte persone, seppur con collaborazioni non continuative. Se riuscissimo a trasformare questo corso di formazione in un vero e proprio master allora avremmo raggiunto un grande obiettivo, ma per questo bisognerà aspettare ancora. Quello che è importante, però, è che la cultura è un sistema di sinergie in continua evoluzione, ma proprio per questo può creare nuovi posti di lavoro.

D: Gli studenti che parteciperanno a Giovani, Cultura, Istituzioni riceveranno qualcosa alla fine?

ROltre alla piccola esperienza della tre giorni, riceveranno un attestato di partecipazione. Tuttavia, chi fosse interessato potrà assistere liberamente alle lezioni, perché gli incontri sono aperti a tutti i giovani interessati. Ai presenti sarà consegnato un attestato di utenza.

Per maggiori informazioni scrivere a valeragabriella@gmail.com o visitare il sito del Centro Cultura Giovanile che, afferma la stessa professoressa, continua la sua attività durante tutto l’anno ed è sempre pronta a ricevere nuove proposte.

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By | 2014-11-20T13:41:06+00:00 20/11/2014|Categories: Giovani e società, Magazine, Università|Tags: , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.