Gipsy porta un sorriso amaro al Rossetti. E tanti applausi

È quasi incredibile credere che una storia attuale come quella di Gypsy sia stata scritta più di 50 anni fa, e lo è ancora di più pensare che si tratti di vicenda veramente accaduta. Invece questa storia coinvolgente che racconta la nascita di una stella, sullo sfondo di un’America a cavallo fra le frivolezze dei varietà e l’inizio della Grande Depressione, è completamente vera.

La prima versione italiana del capolavoro di Broadway coinvolge ed appassiona il pubblico.

Il musical è stato realizzato nel 1959 da Jule Styne e Staphen Soundheim per i teatri di Broadway, dove riscosse da subito un enorme successo che lo ha portato in tutto il mondo, con grandissime attrici ad interpretare il ruolo di Rose, la protagonista. Ed è servita la sua prima versione italiana di quello che è considerato generalmente come il più bel musical americano di tutti i tempi, realizzato per la regia di Stefano Genovese, a riportare sul palco dello stabile di trieste una brillante e decisa Loretta Goggi. Intensa, in grado di passare tranquillamente dai tempi comici a quelli drammatici, un’attrice che conosce bene il suo mestiere e lo fa ancora con passione e intensità. Una scelta perfetta per raccontare una storia tutt’altro che leggera presentata comunque con una leggerezza incredibile.

Tanti i meriti non solo della star dello spettacolo ma di tutta la produzione. Portare sul palco un intreccio complesso che si snoda in oltre 15 anni, durante i quali i protagonisti cambiano e crescono, è una sfida per chiunque. Chi sia Gypsy non è chiaro fino alla parte finale dello spettacolo, la vera protagonista di tutto è infatti Rose, che ha visto interpreti di grande calibro vestire i suoi panni nel panorama internazionale. Ma la semplicità della narrazione e la vitalità dei brani musicali accompagnano gli spettatori nella vita di questa prima “stage mother”, che con il suo desiderio di far raggiungere il successo alle figlie sembra spesso sconfinare nella pazzia ed allontana tutti coloro che la amano, fino al crollo finale, in cui si rende conto di aver inseguito i suoi sogni e non quelli delle figlie. La Goggi è riuscita senza dubbio a trasmettere la complessità del personaggio, il desiderio di realizzazione e l’importanza di inseguire i propri sogni al pubblico, che non si è risparmiato in applausi al termine dello spettacolo. Chiaro anche il messaggio della stessa Gypsy, interpretata da una brillante Gisella Szanislò, vivete la vostra vita e non quella che vogliono gli altri. Solo in questo modo sarete felici qualsiasi cosa accada.

Misurarsi con un capolavoro di stile come Gypsy non è da tutti: ci vogliono le persone giuste, con l’esperienza giusta ed i tempi giusti. In questa prima versione italiana del musical tutto ciò è presente. La Goggi aveva promesso che avrebbe messo tutta sè stessa nell’interpretazione della primadonna per eccellenza di Broadway, promessa decisamente mantenuta.

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By | 2013-04-24T08:43:47+00:00 24/04/2013|Categories: Cultura e spettacoli, Teatro|Tags: , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa