Gli Erasmus voteranno, ma solo alcuni

La questione del voto per gli studenti Erasmus non sembra ancora risolta. Dopo il no definitivo dello Stato italiano di cercare un modo per favorire il voto della categoria degli studenti momentaneamente all’estero per motivi di studio, sembra infatti ci sia un’alternativa. A loro sostegno è infatti recentemente intervenuta l’organizzazione no profit GaragErasmus, proponendo una raccolta fondi da donare agli studenti italiani interessati a tornare in patria per poter far valere il proprio diritto di voto.

Un’immagine della pagina ufficiale di Facebook di GaragErasmus

Una campagna quella di GaragErasmus – nata su Internet e amplificata su Twitter dall’hastag #Erasmusvote – che sta cercando finanziamenti da parte di aziende, imprese ed associazioni che riconoscano il valore dell’esperienza internazionale, in modo da poter garantire un contributo economico di almeno 100 euro per gli studenti interessati. Per il momento sono solo due gli sponsor che hanno risposto all’appello. Si tratta di Kpmg, un’organizzazione di servizi professionali alle imprese a livello globale, e di Potenza & Partners, studio associato di commercialisti già impegnato nell’assistenza a clienti nazionali e internazionali. Il contributo andrebbe quindi ai primi 50 studenti che invieranno i propri dati all’associazione tra le giornate del 5 e del 10 febbraio prossimi. Nel caso le richieste dovessero superare questa soglia, si procederà ad estrazione. Ancora troppo poco, ma la fondazione conta di riuscire a trovare il finanziamento per almeno mille studenti.

Francesco Cappè, co-fondatore e Presidente Esecutivo di garagErasmus, dichiarato che si tratta di un contributo simbolico ma concreto. “La missione della Fondazione” – continua Cappè – “è quella di riunire gli Erasmus dopo la loro esperienza per facilitare iniziative di imprenditorialità e sviluppo, ma riteniamo doveroso fare qualcosa in questo momento per ribadire il principio fondamentale secondo il quale l’Erasmus è un vero progetto di cittadinanza europea, che non può risultare di fatto incompatibile con l’esercizio di quella italiana, come nel caso di questo voto…”.

Il logo di ESN Italia, l’associazione Erasmus che proporrà una legge in Parlamento

Nello specifico, l’Università di Trieste conta circa 350 studenti in uscita e ciascuno di essi riceve una borsa mensile di 230 euro. L’Ufficio della Mobilità Internazionale ha dichiarato di non aver avuto ancora nessuna notizia né dal Ministero né da alcuna associazione in merito alla campagna organizzata da GaragErasmus. A dare maggiori informazioni, infatti, ci penserà nei prossimi giorni la sede nazionale di ESN, associazione che affianca il progetto Erasmus sia per gli studenti in entrata che in uscita. La stessa organizzazione ha anche dichiarato di volersi mobilitare per chiedere l’approvazione di una legge in Parlamento, ma che, visti i tempi ristretti, potrà essere approvata solamente dopo i prossimi esiti elettorali. Qualcosa dunque si muove. Staremo a vedere.

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By | 2017-03-13T14:50:59+00:00 29/01/2013|Categories: Politica, Università|Tags: , , , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.