Gli Oblivion tornano in scena con il loro Othello

Anno domini 2013: cosa avrà ispirato agli Oblivion l’anno della doppia celebrazione per gli anniversari di Verdi e Wagner, unita – non dimentichiamolo – a quella per il loro stesso decennale?mI cinque pare si siano concentrati sull’Otello: la prima opera di Verdi in cui si avverte chiaramente l’influsso di Wagner. Ed ecco la rivoluzionaria e comica scoperta che “profana” il doppio bicentenario Verdi-Wagner… La differenza tra l’Otello verdiano e quello shakespeariano, sta tutta nella “h”.

Gli Oblivion in “Othello, l’h è muta”.

Su queste danno vita ad un evento eccezionale: Othello, la h è muta, il loro nuovo, esilarante e coinvolgente spettacolo coprodotto con lo Stabile regionale che – dopo esser stato già applaudito in molte città italiane – arriva finalmente al Politeama Rossetti, il 4 e il 5 febbraio. Come da tradizione con questi formidabili artisti, molto legati allo Stabile regionale e al pubblico triestino che li ha assurti a loro beniamini, la disponibilità di biglietti è “agli sgoccioli”: chi non se li volesse perdere si dovrà affrettare al botteghino! Non era da dubitare che la classica vicenda shakespeariana – in mano agli Oblivion – prendesse pieghe del tutto inattese.

«Da Otello a BalOtello in tutti i Mori, in tutti i Iaghi… » si anticipa dal copione. Potrà dunque  capitare che i personaggi verdiani si dimentichino i testi di Arrigo Boito per usare quelli di Mogol o di Zucchero. Un progetto speciale per i cinque eclettici attori e cantanti, diventati in poche stagioni amatissimi dal pubblico teatrale.Dopo aver coprodotto e ospitato nel 2010 e nel 2011 il loro primo spettacolo teatrale Oblivion Show e poi anche la loro seconda opera Oblivion show 2.0 Il sussidiario, entrambi per la regia di Gioele Dix, lo Stabile del Friuli Venezia Giulia ha coprodotto anche questa nuova messinscena con la Malguion srl.

La scorsa stagione invece solo due quinti del gruppo (Davide Calabrese e Lorenzo Scuda) hanno calcato il palco del Politeama Rossetti, portando in scena Far finta di essere G…, un progetto nato con il patrocinio della Fondazione Gaber. 10 anni sono passati da quel 2003 in cui Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli si sono incontrati per la prima volta e hanno iniziato a “frequentare” maestri eccellenti come il Quartetto Cetra e Giorgio Gaber, fino a creare un loro stile originale che mescola modernità e tradizione.

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By | 2014-02-03T15:16:26+00:00 03/02/2014|Categories: Cultura e spettacoli, Teatro|Tags: , , |0 Comments

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Enrico Matzeu
Direttore artistico di Taglia Corti. Scrive di moda, costume, design e tv per molte testate on-line e commenta la televisione ogni sabato su Rai Tre a TvTalk.