Gli "Spettri" di Ibsen infestano il Teatro Rossetti

Patrizia Milani e Fausto Paravidino.

E’ con un dramma cupo ed in certi punti agghiacciante che si è concluso un dittico teatrale dedicato a Henrik Ibsen, drammaturgo norvegese, considerato il “padre della drammaturgia moderna”.

Dopo “Hedda Gabler”, ha debuttato martedì 12 marzo al teatro Rossetti “Spettri”, spettacolo considerato uno dei più significativi tra le opere ibseniane.
Scritto nel 1881, “Spettri” racconta di una famiglia borghese della Norvegia, che si trova a fronteggiare gli errori e le vicissitudini del passato, che, per quanto possano essere negate, non smetteranno mai di tormentare i protagonisti.
La regista Cristina Pezzoli si è avvalsa di una rosa di interpreti eccelsi per portare sul palco la storia di Helene Alving, una eccellente Patrizia Milani, e del figlio Osvald, un toccante Fausto Paravidino, membri di un nucleo familiare macchiato di un orribile segreto, che sembra destinato a trascinarsi nell’oblio qualsiasi speranza di un miglioramento.
Tra incesti, falsità e crisi psicologiche, il dramma si svolge all’interno di una scenografia fredda e umida, fattore accentuato da uno schermo che proietta una pioggia incessante, che non lascia spazio nemmeno per uno spiraglio di sole.

“Spettri” è un dramma di ipocrisia e disincanto, in grado di lasciare un senso di vuoto nello spettatore, soprattutto nella scena finale dello spettacolo, in cui il rapporto tra madre e figlio si fa più violento. Entrambi privati del loro scudo protettivo, si lasciano andare in uno scontro verbale e corporale, dove Osvald le rinfaccerà di avergli donato una vita che lo sta portando alla pazzia poco per volta.
Impressionante il disegno fisico creato dai due interpreti, che in sé racchiude un vago richiamo religioso: la madre con la schiena a terra, e il figlio disteso sopra di lei con gli occhi rivolti verso il cielo mentre implora esanime per un raggio di sole. Lui il crocifisso e lei la sua croce.

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.