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Goodbye Trieste: quando la Storia diventa spettacolo

Written by on 23 agosto 2018

Lunedì 20 agosto al Castello di San Giusto è andato in scena lo spettacolo “Goodbye Trieste“,  scritto, diretto e interpretato da Leonardo Zannier, l’artista che ha “sposato l’America”.
Lo spettacolo, il cui ricavato delle prevendite e delle magliette è stato devoluto in beneficenza per la causa “Io tifo Sveva”, è ricco di musica e storia e ripercorre gli ultimi giorni in cui Trieste fu governata dagli Alleati.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Leonardo Zannier.

Leonardo, ci parli di Goodbye Trieste, di cosa parla lo spettacolo?
Lo spettacolo è ambientato nella Trieste del 1954 e narra gli ultimi tre giorni della presenza alleata in città; oggigiorno è molto facile trovare queste informazioni sul web, è tutto a portata di mano rispetto a molti anni fa quando ricordo mio padre commediografo recarsi in biblioteca per trovare le informazioni necessarie.

Qual è il messaggio dello spettacolo?
Il messaggio che ho voluto dare è semplicemente che Trieste è stata una bellissima città negli anni 50, parlo del rigore di quegli anni e soprattutto dell’etica. Al giorno d’oggi l’etica si è un po’ persa, siamo tutti pronti ad imbrogliare per avere di più mentre a quei tempi, appena usciti dalla Seconda Guerra mondiale, eravamo forse un po’ più puri; sarebbe bello ritrovare la bellezza e l’etica di un tempo e riportarla ai giorni nostri.

Troviamo qualcosa di Leonardo Zannier in Goodbye Trieste?
Io ho sposato l’ America in qualche modo, per molti anni ho giocato a rugby, ho cantato tanta musica americana e diciamo che ho sempre coltivato il sogno americano. Da sempre frequento gli Stati Uniti e l’anno scorso sono riuscito a portarci un mio spettacolo; sappiamo bene che l’America non è tanto perfetta se osservata da vicino, ma dal punto di vista dello spettacolo e della musica gli americani sono stati capaci di scrivere pagine e pagine di tradizione artistica e musicale.

Goodbye Trieste ha una connessione con il sociale, com’è nata l’idea?
Remitour, l’associazione culturale che ha presentato lo spettacolo, è stata affiancata da E-factory; Paolo e Andrea Rosso, i leader di questa società, hanno deciso di aiutarci nella ricerca di sponsor che potessero coprire tutte le spese, poi abbiamo deciso di devolvere tutto l’incasso alla causa #iotifosveva e al Reparto oncologico del Burlo di Trieste.

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