#Governo: Ecco come i cittadini hanno risposto alla prima consultazione on-line

Il fatto. Martedì 12 novembre sono stati pubblicati sul sito partecipa.gov.it i risultati della prima consultazione online effettuata dal Governo italiano. Dopo il grande successo avuto da Grillo nelle ultime elezioni politiche, le istituzioni hanno capito che bisognava cambiare rotta e aprire la strada a nuovi modi di fare politica. Così, dall’8 luglio all’8 ottobre 2013 i cittadini hanno potuto rispondere a delle domande che vertevano principalmente sulla Forma di Governo, cioè ai modi di organizzare il potere dei vari organi istituzionali. Altre domande chiedevano come rendere più efficiente il Parlamento e il meccanismo del referendum. C’erano tre sezioni: un questionario breve, uno di approfondimento e uno di dibattito aperto.

Gaetano Quagliariello, Ministro per le Riforme Costituzionali, è stato uno dei promotori dell’iniziativa

Chi ha risposto.  I partecipanti sono stati poco più di 200mila, 66% del quale era uomo, 33% donna. L’11% di questi era studente, il 15% invece pensionati, mentre il 21% era impiegato. Tuttavia le fasce d’età con maggiore partecipazione sono state quelle che vanno dai 38 ai 57 anni.

Quello che emerge. La maggioranza assoluta dei partecipanti si è espressa in maniera favorevole al parlamentarismo, preferendola al sistema presidenziale, col 56,4% delle preferenze nel questionario breve e nel 51,9% in quello di approfondimento.Tuttavia, quasi la metà di questi sostiene che il parlamentarismo vada modificato.

Interessante notare che l’81% dei partecipanti ha espresso la volontà di modificare il bicameralismo, definita una delle maggiori cause dei lenti procedimenti legislativi. La proposta più apprezzata è quella di avere una camera sola, ma è subito seguita da quella di distinguere le funzioni delle due camere. Nel questionario di approfondimento, infatti, la maggioranza assoluta reputa necessario istituire un Senato composto dai rappresentanti degli enti territoriali.

Per il 54% dei partecipanti la priorità per rendere più efficiente il Parlamento è ridurre il numero dei parlamentari. Infine sulla questione del referendum, il 67% si è espresso in favore di una modifica delle condizioni per aumentarne l’efficienza, ad esempio quella di cambiare le regole sul quorum. Per quanto riguarda l’assetto territoriale (regioni, province e comuni), le risposte sono state molto contraddittorie e non prevale alcuna opinione (per vedere subito i grafici cliccare qui).

L’11% dei partecipanti al questionario era studente. Sarebbe un peccato se i risultati non venissero ascoltati dal governo.

Importanza e limiti. Il fatto che per la prima volta sia stato utilizzato Internet per sondare gli umori dei cittadini è un evento da ricordare. La consultazione evidenzia soprattutto una cosa: la necessità di un cambiamento e la volontà degli italiani allo stesso. Duecentomila partecipanti non sono tantissimi, ma nemmeno così pochi. In fondo bisognerebbe chiedersi a quanti di noi effettivamente interessano le sorti politiche del nostro paese.

Detto questo, dobbiamo auspicare un ascolto e un’applicazione diretta del Governo su queste risposte. L’ipotesi che i risultati non vengano considerati, o che vengano male interpretati, dimostrerebbe l’inutilità di un’iniziativa che seppur limitata è stata comunque un primo passo verso una maggiore partecipazione.

Un esempio di mala interpretazione? Che si dica che il 68% degli italiani vuole il cambiamento della Forma di Governo e che il 39% di questi voglia il presidenzialismo, non specificando quali sono le cifre di chi invece vorrebbe ancora il Parlamentarismo (l’abbiamo visto prima: sono la maggioranza). Tra questi c’è poi chi vorrebbe solo modificarlo e per questo è compreso in quel 68% di prima favorevole ad un cambio di marcia. Se le cose non si spiegano come sono in realtà si rischia di far passare un altro messaggio.

 

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By | 2013-11-15T18:49:58+00:00 15/11/2013|Categories: Politica|Tags: , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.