«Governo Monti contro il diritto allo studio»

“Chiediamo al Ministro Profumo di ritirare il decreto e al Presidente Tondo e all’assessore Molinaro di bocciarlo il 21 febbraio”. Così i rappresentanti degli studenti nel CdA E.R.Di.S.U. di Trieste ed Udine si rivolgono alla classe dirigente, in riferimento al tanto criticato decreto ministeriale riguardante il diritto allo studio universitario e alla determinazione del LEP – Livelli Essenziali di Prestazione.

Una prima bozza del decreto era stato bocciata lo scorso 7 febbraio durante la Conferenza Stato Regioni, ma potrebbe essere comunque approvato tra poco meno di una settimana, a brevissima distanza dalle elezioni politiche. “Un decreto che smantella il diritto allo studio e che riduce drasticamente l’accesso all’università da parte degli studenti” – rilancia il Cds triestino.

Il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo.

I punti critici, analizzati dai rappresentanti degli studenti, sono molti. Il primo riguarda il limite di età per l’accesso ai corsi triennali e magistrali, che diventa rispettivamente di 25 e 32 anni. Questo, secondo il CdA, andrebbe contro l’articolo 34 della Costituzione italiana, colpendo chi non possa iscriversi all’università immediatamente dopo la maturità. A questo si affiancano l’innalzamento dei criteri per accedere ad una borsa di studio e la riduzione dei limiti di reddito per le agevolazioni economiche, riducendo così la possibilità di usufruirne.

Sulle borse di studio i rappresentanti continuano la loro analisi critica. Infatti, con il nuovo decreto aumenterebbero i massimali dei servizi abitativi, da un precedente di 145€ a uno di 240. Secondo i rappresentanti i finanziamenti erogati per gli studenti fuori sede sarebbero pressoché inutili. Inoltre, il fondo integrativo delle regioni verrebbe distribuito a giugno, cosicché il 50% delle borse di studio sarebbe rilasciato solo a settembre, trasformandosi in semplice rimborso spese. Infine, lo Stato sarebbe solo il terzo responsabile nei confronti di questo decreto, preceduto dalla TRDSU, Tassa per il Diritto allo Studio Universitario e dalle regioni.

I rappresentanti degli studenti nel CdA E.R.Di.S.U. di Trieste ed Udine fanno quindi un appello nei confronti della politica. “Il settore dell’istruzione italiano deve ricevere gli investimenti e le risorse necessarie al suo mantenimento”. “I possibili danni” – che la politica dei tagli sta portando – “non si vedranno nell’immediato, ma nel medio periodo, quando sarà quindi troppo tardi per potervi porre rimedio”. Come andrà a finire, lo sapremo solo il 21 febbraio.

 

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.