I 10 cliché del Natale

Il vero titolo che avrei voluto mettere a questo articolo sarebbe stato “I 10 cliché che ci torturano a Natale, rovinandoci quel poco di buono che ancora si può ricavare dalle feste più amate/odiate dell’anno”. Un bel titolone stile Lina Wertmüller, che avrebbe reso noto al gentile pubblico il mio giuoioso stato d’animo attuale, ma che probabilmente non avrebbe comunicato l’allegria effettiva che talvolta un bel pino addobbato comunica anche a me. Ad ogni modo, ci sono delle cose che a Natale ricorrono con insistenza, e non tutte sono portatrici di gaudio. Qui ne prendo in considerazione dieci, sia di simpatiche che di antipatiche.

1 – Le foto di vari addobbi natalizi sui social network

Sì, ce l’ho con voi che invadete la bacheca dei vostri amici virtuali con foto di addobbi, presepi e animali domestici con cappellini di dubbio gusto. Sul serio, perché lo fate? Penso che vantarsi di aver fatto l’albero a Natale sia come lodarsi della minzione mattutina. Vorrei però spezzare una lancia in favore ad un mio conoscente che ha fatto un presepe completo di statuette di draghi, mostri e alieni vari. Maria, sei in una botte di ferro.

2- I tizi che ti fermano per strada per farti comprare “cose” per “beneficenza”

Sotto le vacanze, le strade di ogni singola città italiana diventano uno dei livelli più avanzati di Pac-Man. Siete voi contro chiunque voglia spingervi ad una donazione da devolvere a qualcuno o qualcosa. Cinismo a parte, da quando uno di questi fantomatici venditori dal cuore d’oro è arrivato ad afferrarmi per una spalla nel tentativo di placcarmi, ho sempre finto di non parlare italiano.

3- I cenoni da chilo

Polpettoni, panettoni, tobleroni, tutti questi “-oni” che vengono a riempirci lo stomaco. Nessuno si sente in colpa ad abbuffarsi in questo caso. Arriva una volta all’anno e finalmente le vostre nonne possono essere rassicurate sul fatto che non state morendo di fame da quando siete andati a vivere da soli.

4- Le riunioni familiari

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Momento di grande folklore natalizio. Chi non ha voglia, in prossimità della sessione di gennaio, di sentirsi chiedere “Allora, quando ti laurei?”, “Sai che il tuo amico X dell’asilo è sposato, ha cinque figli e lavora a Wall Street?”, “Morosi?”. Per non rispondere potete usare un trucco alla Rat-Man e sentenziare a gran voce queste due semplici parole: “la cacca”. E tutto finirà. (Ringrazio un mio amico nerdico per quest’ultima dotta citazione).

5- I film di Natale

Si dividono in due categorie: quelli belli e quelli brutti. Nei brutti ci metterei tutti i cinepanettoni che tolgono al cinema la sua dignità. Per il resto ne cito due che a Natale vengono trasmessi con una puntualità svizzera: “Mamma, ho perso l’aereo” e “Una poltrona per due”.

Sexy-Santa

6- Le canzoni di Natale

Questo è il periodo dell’anno in cui entri in un negozio qualsiasi e senti sempre le solite note. Ti entrano in testa come un virus e ti escono dalla bocca senza che tu possa farci nulla! Un consiglio: se non potete batterle, e non potete, unitevi a loro. Ne avvertite il nero potere?

7- Gli auguri

Ci sono diverse scuole di pensiero a riguardo. Quelle principali sono: “Io faccio gli auguri a CHIUNQUE sia tra i miei contatti del telefono” e “Io non faccio gli auguri. Rispondo e basta a chi me li fa”. Quest’ultima è in stile “Io non volevo essere semplicemente un mondano. Volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire”.

8- I regali

Ammettiamolo. I regali sono la vera ragione per cui si ama il Natale. Da piccoli non aspettavamo altro, e da adulti la situazione non è poi cambiata un granché. Solo che, a differenza di quando eravamo alti due mele o poco più, ora non possiamo più giocare su una sponda sola. Eh no. Ora i regali siamo anche costretti a farli. E qualcuno si ritroverà a dire: “Uao! Grazie! mi serviva proprio un pollo di gomma con carrucola!”

9- L’odio pre-natalizio

Tutti amano lamentarsi, e il periodo natalizio offre molti spunti. Si può inveire contro la marea di persone in fila alla cassa per i regali dell’ultimo minuto e del traffico causato dai maledetti mercatini di Natale. Si può brontolare per l’arrivo dei parenti da Honolulu, di cui non ci ricordiamo il nome, ma a cui dovremmo raccontare le nostre non sempre gloriose vicissitudini universitarie e fingere interesse per le loro. Di valvole di sfogo Xmas style ce ne sono veramente poche, e quindi vanno sfruttate bene. Avete la mia benedizione.

10- A Natale puoi…

Ma anche no.

 

 

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By | 2014-12-24T21:43:02+00:00 24/12/2014|Categories: Giovani e società, Magazine|Tags: , , |0 Comments

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.