Gli undici autori da non perdere a Pordenonelegge

Mancano ormai pochi giorni alla partenza di Pordenonelegge, in programma dal 16 al 20 settembre, appunto a Pordenone. Quest’anno la festa del libro con gli autori sarà centrato sul tema dell’attualità e approfondirà due concetti di cui si parla pochissimo: crisi e futuro. Sarà Daniel Pennac, mercoledì 16 settembre, a inaugurare l’edizione 2015, che fino a domenica non darà un minuto di tregua agli appassionati e ai semplici passanti. Qualcosa come 297 appuntamenti: a far due calcoli una densità oraria notevole. Sapendo che con la cultura non si mangia (che è cosa ancora da dimostrare), ma che è facile farne indigestione, vi segnaliamo i dieci autori che non potete perdervi, omettendone circa un centinaio. Che è il motivo per cui c’è il programma completo.

1. Jean Luc Nancy (Giovedì 17, ore 18.30)
Non sarà un nome molto noto ai più, ma gli specialisti lo considerano alla stregua di un “classico vivente”. Il filosofo francese porterà a Pordenone un intervento sul concetto di “essere-con” come possibile declinazione della democrazia. Per gli amanti – pochi, probabilmente – di quel simpatico e per nulla spocchioso accento francese, imperdibile.

2. Il Trap (Giovedì 17, ore 19.00)
Ultimamente dà più piacere lui che la nazionale di calcio che commenta. Giovanni Trapattoni è semplicemente un fenomeno che ha girato mezzo mondo riempendo l’armadietto di trofei, anche se è ricordato per lo più per le sue conferenze stampa. Tra uno strunz (che era poi un giocatore) quando allenava il Bayern Monaco e un Don’t say cat che non era nel sac durante l’avventura irlandese, è riuscito a diventare l’allenatore italiano più vincente di sempre. La notizia è che ha scritto un libro biografico insieme a Bruno Longhi, intitolato per non sbagliare “Non dire gatto. La mia vita sempre in campo tra calci e fischi”. Lo presenterà in anteprima a Pordenone. “Una sfida ostica, ma anche agnostica” (sic).

3. Mauro Corona (Venerdì 18, ore 16.00)
Se sei in Friuli e pensi alla letteratura ti viene in mente lui. Possibile? Ma la vera domanda è: sarà sbronzo?

4. Stefano Benni (Venerdì 18, ore 21.00)
Ah, Bar Sport? No, un reading sull’orrore.

5. John Foot (Sabato 19, ore 11.30)
Sembra un annunciatore britannico pronto a sciorinarti le quote scommesse per la corsa dei cavalli che partirà fra qualche minuto (ne parte sempre una, è risaputo). E invece di vero, nell’impressione, c’è solo la provenienza britannica. Per il resto è uno storico che da sempre si è occupato di storia italiana, scrivendo di costume, sport e cose serie. L’ultimo libro, “La repubblica dei matti”, che presenterà a Pordenone, è la ricostruzione di una delle poche rivoluzioni del nostro paese: quella della chiusura dei manicomi, di Basaglia, delle sue controversie.

6. Agnes Heller (Sabato 19, ore 15.00)
Chi? Come chi, un pezzo di storia: allieva di Lukacs (quello di “Storia e coscienza di classe”), marxista, ma eterodossa, lega il suo nome alla Scuola di Budapest. Fu accusata di aver negato la realtà socialista del suo paese e per questo licenziata dall’Accademia della scienza. Anni dopo decise di abbandonare il suo paese, emigrando in Australia. Fu molto nota in Italia tra gli anni ’70 e ’80 per la teoria dei bisogni radicali, elaborata a partire da un’originale lettura di Marx. C’avrà i suoi ottantasei anni, ma vale la pena ascoltarla: soprattutto se discuterà di “Bellezza e utopia”.

Carrère

7. Emanuelle Carrere (Sabato 19, ore 18.30)
Autore di romanzi atipici (che non vuol dire nulla), ha sbancato il botteghino qualche anno fa con la biografia quasi autorizzata – e ben scritta, che non guasta mai – di Eduard Limonov, scrittore e “poeta russo che preferisce i grandi negri” (così titola un suo libro). Il punto è che Carrere è un grande scrittore, tra i migliori in circolazione, e a Pordenone ritirerà il premio La storia in un romanzo per il suo ultimo lavoro “Il Regno”, un libro che racconta “quella piccola setta ebraica che sarebbe diventata il cristianesimo”. E, insomma, dirà anche qualcosa.

8. Massimo Recalcati (Sabato 19, ore 21.00)
E’ l’equivalente femminile di quella cosa che ora non ricordo che tira più di un carro di buoi. Soprattutto se hai cinquant’anni e un divorzio alle spalle. Dovunque vada si prende anche le standing ovation. Che è poi la migliore spiegazione di uno degli oscuri concetti del suo maestro intellettuale Jacques Lacan. Perché Recalcati è uno psicanalista, è lacaniano e il concetto di cui sopra è significante-padrone. Parlerà del suo ultimo libro, “Le mani della madre”, che va a comporre un ormai classico trittico presepico insieme ai precedenti libri sulle figure del padre e del figlio. Ma non erano scomparsi? Lui li recupera, ma in chiave post-edipica. Che è come dire che ciechi ne escono fuori, come sempre, i bambini. Ma questa volta con moderazione.

9. Natalino Balasso e Massimo Cirri (Sabato 19, ore 22.00)
La situazione è questa: ti trovi a Pordenone, in pieno weekend, sotto Pordenonelegge. E non andresti a sentire un happening che viene presentato come un “Rave letterario”? Vagamente in acido, solo dopo il caffè.

10. Simon Armitage (Domenica 20, ore 15.00)
C’è anche la poesia. Lo dico perché ho amici poeti e so quanto possano essere vendicativi. Simon Armitage, comunque, è tra i massimi poeti contemporanei in lingua inglese. Fate un po’ voi.

11. John Boyne (Domenica 20, ore 11.30)
Lo so, sarebbe l’undicesimo, ma corre fuori classifica. E’ l’autore di un clamoroso best-seller internazionale, “Il bambino con il pigiama a righe”. Utile se non sapete dove lasciare vostro figlio, il fratellino che vi hanno affibbiato a tradimento o se credete – come il sottoscritto – che alle volte la letteratura migliore stia in insospettabili libri per ragazzi (si fa per dire). E comunque leggono anche loro, forse più degli adulti. E poi è domenica.

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By | 2015-09-14T12:02:35+00:00 14/09/2015|Categories: Magazine|Tags: , , |Commenti disabilitati su Gli undici autori da non perdere a Pordenonelegge

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Come molti laureati in filosofia, leggo, scrivo e cerco la mia strada. Non dovessi trovarla, mi darò alla macchia.