I fantasmi nella nostra macchina

Mercoledì 23 settembre alle 20.45, la fotografa-attivista Jo-Anne McArthur presenterà al Cinemazero di Pordenone “The Ghosts in our Machine”, il documentario di Liz Marshall di cui è protagonista.

La regista ha seguito la McArthur nel corso di un anno, muovendosi così tra alcune delle storie che impegnano la fotografa dal 1998 per il progetto “We Animals”. Ogni storia è una finestra sul mondo dell’industria animale: il cibo, la moda, l’intrattenimento e la ricerca. Un documentario nato dall’amore per gli animali, che non si limita a raccontare, ma mostra come nella nostra società gli animali vengano sviliti e considerati nient’altro che merce. Come spiega la regista stessa, «’The Ghosts In Our Machine’ è un viaggio alla scoperta di quello che è un complesso dilemma sociale. In sostanza, gli esseri umani hanno abilmente classificato gli animali non umani in tre parti: animali domestici, la fauna selvatica, e quelli a cui non vogliono pensare: i fantasmi nella nostra macchina. Perché diamo valore alla fauna selvatica e ai nostri animali da compagnia, ma non ai miliardi di animali allevati e utilizzati ogni anno nelle industrie globali?»

La McArthur inizia sin da ragazza ad avvicinarsi al mondo degli animali, esattamente come migliaia di altri suoi coetanei: attivandosi per farli adottare, dando una mano in canili e strutture simili quando c’era da nutrire cuccioli abbandonati o facendo la dog-sitter. A questo impegno iniziò presto a sovrapporsi il suo sguardo fotografico, fino all’ideazione del progetto che l’ha portata in tutto il mondo: le foto raccolte sono state poi pubblicate in un libro e sono diventate il fulcro di un sito e un archivio in costante aggiornamento, che collabora con numerose realtà che in vari Paesi si occupano della tutela degli animali.

 

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By | 2015-09-22T22:13:32+00:00 22/09/2015|Categories: Magazine|Tags: , , |Commenti disabilitati su I fantasmi nella nostra macchina

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Come molti laureati in filosofia, leggo, scrivo e cerco la mia strada. Non dovessi trovarla, mi darò alla macchia.