I funerali di Casarsa tra misteri vecchi e nuovi

La sera di lunedì 23 novembre,  presso la Sala Bartoli del Teatro Rossetti ha avuto luogo l’inaugurazione della settimana dedicata al grande maestro Pier Paolo Pasolini. La sala era gremita di commozione ed entusiasmo. Non  c’era il classico clima del vernissage di una mostra, ma sembrava piuttosto una riunione nostalgica, un salottino culturale: intellettuali, artisti ma soprattutto amici veri o di fatto del poeta.

La presentazione e i saluti d’inizio sono fatti direttamente dal Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Miloš Budin che brevemente ha introdotto quest’evento. Subito dopo a rendere omaggio è stato Massimiliano Schiozzi dell’Associazione culturale Cizerouno il quale ricorda come questa mostra, curata da Anna Krekic sempre per Cizerouno, ed esposta fino al 29 novembre, varchi una frontiera importante.
Successivamente ha preso parola un sempre più commosso Claudio Ernè: la mano, la mente ma soprattutto gli occhi che il 6  novembre di quarant’anni fa intrappolarono la sofferenza e l’agonia non solo della mamma del maestro, Susanna Colussi, ma quella una società intera, ancora in grado di amare e di ribellarsi. Il giornalista e fotografo non ha nascosto la sua emozione e il suo impeto nel presentare i suoi scatti.

«Le immagini dovrebbero parlare da sole. Il fotografo che si trova al funerale del poeta più che con gli occhi, parla con il cuore. Quel giorno c’era una strana vibrazione nell’aria. La gente si è messa a camminare nei campi per stringersi alla madre del poeta. Tutta la gente avrebbe voluto stringersi ancora di più» dice Ernè  «Questa mostra riempie il cuore per un altro motivo , poco dopo (il funerale, ndr) Tullio Reggente (editore e critico triestino, ndr) aveva chiesto di fare un libro con i miei scatti ma non avevamo i soldi! Dieci anni fa siamo riusciti a stampare 500 copie di quelle raccolte, da poco ho ritrovato quel libro e oggi, riproponendo quelle pellicole, si chiude un cerchio. Non c’è ipocrisia né compiacimento per il potere in Pasolini, ha subito ben 33 processi e ne è uscito sempre vincente. La tragedia che ha portato alla sua morte è ancora un mistero. La sua morte è stata perseguita? O un assassinio premeditato? Chi ha armato quella squadra? Vi lascio queste riflessioni. Ricordo che durante le riprese di 120 giorni di Sodoma furono rubate diverse bobine da ripresa proprio dal set. Dopo il funerale del poeta gli amici più stretti del poeta si ritrovarono a casa di Zigaina, l’ultimo che arrivò trovò fuori dalla porta un pacco: erano le bobine rubate. Un altro mistero che si aggiunge ai misteri italiani».


Dopo un  lungo applauso, davanti a un pubblico già emozionato si è fatta strada la voce incantevole e profonda  di Francesco Migliaccio –attore della Compagnia del Teatro Stabile – leggendo le parole profondamente umane che Padre David Maria Turoldo pronunciò durante il funerale dell’amico Pier Paolo. La perfetta recitazione ci ha portato a rivivere quelle fotografie, che sembravano piangere e resuscitare di nuovo quel  dolore per quel grande Maestro e uomo: “così maledetto, così buono” in una società così perbenista e così spietata.

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By | 2015-11-25T11:16:05+00:00 24/11/2015|Categories: Magazine|Tags: , , , , |Commenti disabilitati su I funerali di Casarsa tra misteri vecchi e nuovi

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