I giganti del web uniti per ridurre lo spionaggio online degli USA

Con le rivelazioni di Snowden, tutto il mondo è venuto a sapere del programma di controllo che gli Stati Uniti avevano applicato su scala mondiale per proteggersi, a loro dire, dal rischio terroristico. Motivazione senz’altro legittima, se non fosse che l’apparato delle intercettazioni si è rapidamente sviluppato, andando ad ampliarsi non solo per numero di  canali controllati, ma anche per quello di persone tenute sotto controllo. Da normali cittadini fino a capi di stato come frau Merkel e Francois Hollande, i quali non solo non sembrano essere fondamentalisti islamici ma non hanno nemmeno particolari motivi per odiare gli USA e i loro costumi decandenti. Ma non è solo il mondo politico ad essersi indignato; le persone normali infatti sono state controllate nella loro corrispondenza telefonica, nei loro movimenti su internet fino ad arrivare alle piattaforme videoludiche come Second Life e World of Warcraft (con scarsi risultati come era prevedibile).

Così, alcuni tra i più grandi  colossi modiali della rete come Apple, Microsoft, Google, Aol, Facebook, LinkedIn, Twitter e Yahoo! hanno firmato una lettera diretta al governo ed al Congresso statunitense perché questo si impegni a stabilire delle regole di trasparenza e correttezza nell’azione di tutela della sicurezza USA. Il documento si articola attorno a cinque principi fondamentali che si sviluppano attorno alle idee cardine di trasparenza, responsabilità e rispetto. Il sistema del controllo deve infatti tutelare anche i cittadini comini nel loro diritto alla riservatezza della propria vita privata, uno dei cardini della costituzione americana. Per ristabilire la fiducia degli utenti di internet si deve -come scritto in questa lettera congiunta- fare in modo che la sorveglianza sia giustificata da reali motivi di preoccupazione nei confronti delle persone interessate e che cerchi di essere il più trasparente possibile.

Se gli Stati Uniti mostrassero l’intenzione di voler venire incontro a queste richieste, i giganti del web sono pronti a fare la loro parte. Vogliono però essere messi nelle condizioni di poter pubblicare i dati sulla quantità e sul tipo di richieste inoltrate dal governo nonché la possibilità di rifiutare tutte quelle istanze che non siano legittime, così da tutelare i dati dell’utenza. Per fare questo è infine necessario un impegno internazionale per garantire norme universalmente riconosciute sulla sorveglianza in modo da evitare conflitti giurisdizionali tra le diverse aree operative. Si eviterebbe così l’insorgere di nuovi scandali come quelli dovuti alla grandissima discrezionalità operativa della quale ha goduto la NSA(National Security Agency) fino ad oggi e che ha portato, ad oggi ,a migliaia di casi di violazione della privacy del tutto immotivati.

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By | 2013-12-12T12:59:15+00:00 12/12/2013|Categories: Mondo, Tecnologie|Tags: , , , , , , |0 Comments

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Matteo Macuglia
Ho ventun’anni e mi sto laureando in Scienze Politiche e dell’Amministrazione. Ho una grande passione per la fotografia e per l’attualità politica e sogno di diventare un giornalista.