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I Love Lego. A Trieste la mostra dei famosi mattoncini più grande d’Italia

Written by on 23 Febbraio 2019

Un milione di mattoncini è arrivato a Trieste per costruire la più grande mostra di LEGO in Italia.
L’esposizione, visitabile dal 21 febbraio al 30 giugno 2019 al Salone degli Incanti, è sostenuta da Genertel, che ha deciso di festeggiare con questa mostra il suo 25° anniversario.

Numerosi sorrisi si sono visti alla presentazione dell’evento, primo tra i tutti quello di Manlio Lostuzzi, Amministratore delegato di Genertel che, vicino alla grande “G” di mattoncini Lego, faceva da “padrone di casa” dando il benvenuto e rispondendo a domande e curiosità.

 

 

L’assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi ha espresso con tenerezza, quasi nostalgica, parole sul valore del gioco per bambini e adulti.

 

 

In mezzo alle decine di metri quadrati di “mondi in miniatura” abbiamo incontrato il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, che con entusiasmo ci ha raccontato i suoi ricordi d’infanzia sui LEGO.

“Da piccolo giocavo con i mattoncini rossi e bianchi, devo andarli a cercare in cantina”

– Roberto Dipiazza, Sindaco di Trieste

 

 

L’esposizione propone sei grandi diorami a tema

Classic Space” di Massimiliano Valentini – riproduce un insediamento minerario lunare in continua evoluzione, che si arricchisce di volta in volta di nuovi elementi esclusivi.

Grande Diorama City” di Marcello Amalfitano, Marco Cancellieri, Antonio Ceretti e Manuel Montaldo – è un work in progress dal 2010; realizzato interamente con mattoncini originali, è la massima espressione del tema cittadino.
In questo particolare diorama è stato riprodotto anche lo Stadio Nereo Rocco di Trieste, in occasione dei campionati Europei di calcio Under 21.

Roma e i fori imperiali – Il foro di Nerva” di Antonio Ceretti – assemblato con ben 80.000 mattoncini.

Pirati” – ispirato alle avventure dei mari caraibici, vede un atollo di origine vulcanica con intorno indigeni, gendarmi, pirati, due fantastiche navi, e un incredibile kraken che ha richiesto una progettazione digitale e 5.350 pezzi.

Nido dell’Aquila” di Manuel Montaldo – è ispirato alla saga “A Song of Ice and Fire” di George R.R. Martin e alla celebre serie tv Game of Thrones.

Grande Diorama Castello” di Marco Cancellieri, Jonathan Petrongari e Marcello Amalfitano – 250.000 pezzi soggetti a continui cambiamenti nel corso degli anni, compongono il villaggio alle porte di Winterfell, il castello ispirato alla serie Game of Thrones, e una foresta abitata da personaggi originali della serie Lego Classic Castle.

Ogni diorama è stato costruito nel dettaglio da RomaBrick, uno dei LUG (Lego User Group) più antichi d’Europa, che mette al centro della sua filosofia lo spirito di squadra. Proprio da questo ideale di progettazione collettiva, un team di amanti LEGO, che può vantare la presenza di numerosi architetti e ingegneri, si è messo all’opera per realizzare ogni edificio, strada e piazza.

Tuttavia, il forte lavoro di squadra lo si può vedere anche nella cooperazione tra tutte le figure coinvolte: il Comune di Trieste, l’Associazione Culturale Arthemisia, e il main partner Generali Valore Cultura con Genertel; si sono adoperate per dare vita a, non solo una mostra, ma anche al progetto “L’Arte della Solidarietà”.
Tale progetto, nato dall’incontro tra Arthemisia e Komen Italia, si prefigge di creare una grande famiglia, legata dall’arte e dallo spirito umanitario, che possa fornire un aiuto concreto ai bambini, alle donne e alle famiglie meno fortunate del territorio triestino e non solo. Parte del ricavato dei biglietti della mostra “I love Lego” sarà infatti devoluto al Centro per “Ora di Futuro” di Trieste, gestito dalla Onlus “Centro per la Salute del Bambino” (CBS); Generali e The Human Safety Net raddoppieranno il totale raccolto, mentre Komen Italia offrirà, con le sue unità mobili, esami di prevenzione gratuita alle mamme delle famiglie assistite.

“I love Lego” però non è fatta solo di mattoncini, infatti all’interno del Salone degli Incanti è stata allestita una parete dedicata all’esposizione di sette opere d’arte a tema, proposte da giovani artisti:

Bricks” – di Daniele Clementucci, che seguendo uno stile iperrealista, riproduce sul foglio l’effetto “plastica lego”, rappresentando una costruzione in equilibrio.

Mechanical Construction” – di Corrado Delfini, che con vernice acrilica e pastelli ad olio, dipinge in maniera tridimensionale, un gigantesco mattoncino Lego giallo, su uno sfondo blu dal sapore meccanico, conferendo all’oggetto un aspetto di contemporaneità.

Love” e “I love New York” – di Fabio Ferrone Viola, che per entrambe le opere utilizza mattoncini Lego che gli sono stati regalati o che ha recuperato nei mercatini dell’usato.
L’opera “Love” riporta una scritta di colorati mattoncini, che ricoprono delle lettere di metallo recuperate da vecchie insegne di ristoranti e bar; mentre “I love New York” è una veduta dello skyline della città, realizzata abbinando i mattoncini ai colori acrilici.
Durante la presentazione della mostra, l’artista ha ultimato una terza opera in cui ha riportato su una tela la scritta “I Love Lego” con le medesime tecniche, portando al massimo il suo stile pop.

Archetipi” – di Irem Inceday, che ha creato una composizione di quattro opere distinte per rappresentare degli archetipi, il tutto utilizzando pezzi di assemblaggio del LEGO.

Yellow Head” – di Luigi Folliero, che riproduce, attraverso la tecnica della Tapeart, il volto del classico omino lego rendendolo un’icona pop art.

La realizzazione di “I Love Lego” ha richiesto molti preparativi, ogni più piccolo dettaglio, dalla costruzione dei diorami alla scelta degli artisti, è stato estremamente curato, come ha spiegato la Presidente di Arthemisia, Iole Siena.

 

 

Si tratta, quindi, di una mostra con tutto il potenziale necessario per coinvolgere i visitatori da diversi punti di vista, un’attenzione particolare è stata rivolta anche all’aspetto del gioco e dell’interattività: ogni domenica saranno a disposizione di adulti e bambini dei laboratori creativi gratuiti, per immergersi nell’universo LEGO a 360 gradi; mentre accanto ad ogni diorama, si potranno trovare dei cartelli che invitano ad aguzzare la vista per trovare dei personaggi particolari, più o meno, nascosti all’interno dei paesaggi.
A proposito, voi l’avete trovata Cat Woman?

 

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