I musicisti leggono di più

Chi impara presto a riconoscere le note musicali è più abile anche nell’identificare le parole, tanto che i musicisti sono più abili lettori rispetto a chi non conosce il pentagramma. Questo è quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori della Università Milano-Bicocca, in collaborazione con il Cnr, pubblicato sulla rivista Neuropsychologia. Questo accadrebbe perché coloro che sanno leggere gli spartiti musicali riescono a sfruttare un’area cerebrale legata al linguaggio in genere “spenta” nella maggior parte della popolazione.

“È noto che imparare a suonare bene uno strumento musicale”, spiega Alice Mado Proverbio coordinatrice

Confronto delle zone attivatesi in soggetti differenti

dello studio, “modifica la connettività cerebrale e la struttura funzionale del cervello – sia a livello di materia grigia che di materia bianca- , velocizzando il transfer inter-emisferico , migliorando il controllo e la coordinazione motoria e l’elaborazione uditiva dei suoni”. Per verificare se la musica avesse degli effetti anche sul riconoscimento delle parole gli scienziati hanno confrontato l’elaborazione visiva delle note e delle parole in 30 persone, metà musicisti e metà no, registrando la loro attività celebrale in risposta a parole e note in un pentagramma. Confrontando i dati ottenuti gli scienziati hanno osservato come il cervello dei musicisti fosse più coinvolto durante gli esperimenti di lettura alfabetica, mostrando pattern di attivazione neuronali più estesi, che riguardavano entrambe le cortecce visive dei due emisferi. Sarebbe questo a rendere più rapido per i musicisti il riconoscimento delle parole rispetto a chi non conosce il pentagramma.

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By | 2013-01-09T14:14:01+00:00 09/01/2013|Categories: Scienza&Ricerca|Tags: , , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa