I Negrita scuotono il Rossetti

Negrita Unplugged Tour 2013

C’era molta curiosità per questo nuovo appuntamento dal vivo, proposto dai Negrita. Tra i loro sostenitori, infatti, sorgeva spontanea una domanda: come faranno i “dottori” a racchiudere in un teatro tutta l’energia che sono soliti far esplodere durante i loro concerti sui tradizionali palchi dei palasport?

E bisogna ammettere che, in effetti, i Negrita non avevano intenzione alcuna di limitare le proprie energie e chi ieri sera, venerdì 29 marzo, era presente al Rossetti lo ha capito ben presto.

Non si è trattato di un concerto in sordina, suonato piano per non disturbare il pubblico seduto. Al contrario, nell’intimità di un teatro cittadino, i Negrita si sono potuti concentrare proprio sulla natura del suono: eliminando le potenti chitarre elettriche, le distorsioni, gli effetti, le campionature, semplificando tutta la fisicità del tipico concerto rock, si è giunti al cuore della musica, dove tornano a contare soprattutto la melodia e le parole.

E’ un inedita formazione quella di questo Unplugged Tour. Negli anni siamo stati abituati ad una grande varietà di turnisti, quindi non ci si stupisce della presenza di Guglielmo Ridolfo Gagliano, in arte Gando, eclettico polistrumentista aretino, a supporto della band al pianoforte, violoncello, basso e mellotron.
La presenza di Cristiano Della Pellegrina alla batteria, poi, è oramai davvero scontata, perché dopo anni di “servizio” è considerato a buon titolo il quinto componente della band.
A questo punto un po’ di sorpresa arriva: Pau alla voce, Drigo e Mac alle chitarre ma non può passare inosservata l’assenza di Franky al basso, forse rimasto a riposarsi dopo le fatiche dell’Arena Tour 2012.
Ed è proprio al basso -ma non solo- che si alternano tutti gli altri musicisti, dimostrando la caratteristica di polistrumentisti che è cara ai loro fan.

La scaletta del concerto prevede grandi successi ma anche tanti pezzi che non si sentono da tempo, b-sides preziosi e una chicca mai eseguita prima dal vivo. Tutti quanti riarrangiati, rivisti, modificati ma senza perdere per strada la loro natura.

Il pubblico risponde bene. Non proprio numerosissimo ma canta tutto il tempo, tiene il ritmo e, se per due terzi di concerto rimane seduto al proprio posto, durante l’esecuzione di Sale non può proprio più trattenersi: qualcuno comincia ad alzarsi e ad avvicinarsi al palco ballando, ed entro la fine del brano tutto il teatro è in piedi. I Negrita amano chiacchierare col proprio pubblico e apprezzano molto questa “invasione di campo”. A Trieste è una rivincita: Pau non fatica a ricordare il pessimo trattamento riservato loro ad una Barcolana di qualche anno fa, quando “c’era la polizia che litigava col sindaco che litigava col questore che litigava col farmacista…

Si conclude così il concerto: ballando tra le poltrone della sala del Rossetti. E in chiusura, su una Mama Maè ben rallentata, scappa la dotta citazione con Pau che accenna, sullo stesso ritmo della propria canzone, While My Guitar Gently WeepsDottori.

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By | 2013-03-30T14:02:18+00:00 30/03/2013|Categories: Cultura e spettacoli, Musica|Tags: , , |0 Comments

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