I pirati delle major

La lotta alla pirateria online è ormai all’ordine del giorno, le case di produzione cinematografiche e discografiche premono per l’introduzione di leggi che le salvaguardi maggiormente. Un weblog specializzato nello studio del fenomeno si è però trovato di fronte ad una contraddizione che può solo stupire. Nella lista nera degli “scariconi” compaiono infatti i sostenitori di questa lotta. Sembra un paradosso: eppure le principali case di produzione americane sono state colte con le mani nel sacco da TorrentFreak, una community dedicata al mondo del file-sharing. Grazie all’aiuto di alcune tecnologie messe a disposizione dall’azienda informatica Scaneye, sono stati scandagliati numerosi indirizzi ip-statici tutti intenti alla condivisione e scaricamento di materiale protetto da copyright. Tra i nomi più illustri sono stati trovati Warner Bros, Walt Disney, Paramount, 20th Century Fox e Sony.

Se la pirateria online è stata più volte additata come la causa principale di una perdita massiccia di introiti per le case di produzione, sembra che i primi a risentirne, cioè gli addetti del settore, non siano così preoccupati dal fenomeno. I computer connessi alla rete nelle principali sedi delle major americane hanno infatti registrato una notevole attività nelle condivisioni. Tra gli indirizzi associati alla Paramount Pictures si vedono film come Battle Force, The Hunger Games e persino una produzione dei concorrenti della Warner Bros come Happy Feet 2. La stessa Warner non è da meno con la condivisione di film ed episodi di serie televisive, mentre alla Sony spuntano anche i videogames. I dipendenti Walt Disney sono interessati a The Fast and the Furious 6 e Step Up Revolution ma in modo particolare sembrano essere attratti dalle serie tv come Downtown Abbey, Survivor e Person of Interest.

Anche le case discografiche, forse ancor più colpite dal download illegale, si dedicano alla pirateria, in particolare gli uffici della Universal Music Group, della Sony Music Entertainment e della Warner Music Group. Colpo di scena però! Non solo chi richiede protezione dal fenomeno vi si dedica, ma anche i garanti della giustizia. Nell’elenco compaiono il Dipartimento di Giustizia americano, in lotta proprio con Kim Dotcom per il suo impero Megaupload, e quello del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, fino al Parlamento Europeo, intento a scaricare alcuni file con sottotitoli in svedese, e non solo.

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By | 2013-01-08T15:15:14+00:00 08/01/2013|Categories: Mondo|Tags: , , , , |0 Comments

About the Author:

Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa