I pro e i contro del prossimo Sanremo (secondo noi)

Domenica scorsa Carlo Conti ha reso noti i nomi dei 20 artisti che parteciperanno al prossimo Festival di Sanremo nella sezione dei Big. Molti ne parlano, molti si dividono a favore e contro le scelte del nuovo direttore artistico, cerchiamo di riassumere quelli che per noi sono i pro e i contro delle scelte artistiche del prossimo Sanremo:

I PRO

1 – Si credeva che, per rispondere alle edizioni di Fazio, molto ricercate e quasi di nicchia (per quanto possa essere di nicchia un programma in prima serata su Rai Tre), Carlo Conti avrebbe chiamato moltissimi artisti dei talent show, invece ce ne sono sei su venti, una percentuale discreta ma non altissima.

2 – La votazione non premierà troppo né gli artisti dei talent né quelli “vecchia scuola”. Il peso dei punteggi sarà infatti ripartito esattamente a metà tra le votazioni da casa e quelle della giuria e, per le ultime due votazioni ci sarà una terza giuria demoscopica che si sommerà alle precedenti.

3 – Sono stati scelti alcuni autori che conoscono molto bene (persino meglio degli artisti delle edizioni-Fazio) il meccanismo del Festival di Sanremo e del pubblico italiano, e magari ci regaleranno qualche brano che durerà nelle radio e nei nostri sentimenti per più di qualche mese, magari persino un anno intero.

4 – La terza serata del Festival si prospetta interessante perché, pur non portando due canzoni a testa, in quella serata i Big dovranno eseguire una cover di un brano esistente che inciderà sulla loro votazione. Questa scelta apre delle possibilità di libertà potenzialmente infinite agli artisti (anche se i brani dovranno comunque essere concordati con il direttore artistico) in merito al genere, all’epoca e all’arrangiamento che possono portare; una possibilità che un vero artista sfrutterebbe con attenzione maniacale per dimostrare non solo la propria conoscenza ma anche il proprio gusto estetico.

5 – In gara non ci sarà Suor Cristina.

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I CONTRO

1 – In realtà molti degli altri Big scelti provengono comunque da quel panorama visivo-musicale che negli ultimi anni è vissuto in simbiosi più con i giornali di gossip e i programmi televisivi che con le case discografiche e le sale di incisione.

2 – Solitamente le votazioni non vengono rese pubbliche e non vengono mostrate separatamente. Nel caso i tre voti vengano presentati individualmente sarà interessante capire se una determinata canzone ha successo solo per via dell’artista e del peso che ha sul pubblico e sulla giuria o magari perché ha creato un capolavoro-magnifico-dell’universo-che-ci-fa-piangere-tutti-quanti. 

3 – I tempi cambiano e tutti vogliono vincere, anche se a volte questo vuol dire adattarsi al nuovo linguaggio televisivo. Io comunque non oso pensare a che effetto potrebbe fare al mio Io adolescente vedere Alex Britti cantare una canzone a la Moreno, o Raf commuoversi sul palco e ringraziare Carlo Conti per l’opportunità che ha avuto.

4 – Probabilmente la gara di arrangiamenti innovativi e canzoni rivisitate alla luce delle capacità dell’artista per la terza serata, diventerà un valzer di nostalgie e tormentoni, per cui dovremmo probabilmente prepararci ad una serie di canzoni di Mia Martini, Domenico Modugno, Vasco e Battisti.

5 – In gara ci saranno I Soliti Idioti.

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By | 2014-12-18T10:09:49+00:00 18/12/2014|Categories: Magazine|Tags: , , , , , |0 Comments

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Studia musica al Conservatorio Tartini e all'Università di Pavia e si rende conto che più si studia la musica meno ci si sente preparati a parlarne. Francamente non lo trova affatto giusto.