I Rusteghi conquistano il pubblico del Rossetti

Un grande classico è andato in scena mercoledì 17 febbraio al Politeama Rossetti, I Rusteghi di Carlo Goldoni in cartellone fino a domenica 21 febbraio per la regia di Giuseppe Emiliani.

Il sipario si alza, sullo sfondo lontano la Venezia del 1700 con i suoi salotti e quattro rusteghi con le loro rispettive mogli. La commedia seppur scritta nel 1760 è quanto mai attuale. I rusteghi o, ancor meglio, i selvadeghi protagonisti della commedia sono Lunardo, Simon, Canciano e Maurizio: uomini ottusi, brontoloni, avari, intransigenti, autoritari convinti del “son paròn mi“. Vorrebbero segregare le loro donne in casa, ma come ci ricorda il regista Giuseppe Emiliani «sarà poi il mondo a entrare nelle loro case, il Carnevale stesso». L’occasione che scombina un po’ le carte sarà il matrimonio combinato fra Lucietta, figlia del mercante Lunardo e Filippetto figlio del signor Maurizio. I due ragazzi però non si sono mai visti prima e in loro aiuto arriveranno la signora Marina, moglie di Simon nonché zia di Filippetto e la signora Felice. Le due consorti, donne più avanti dei mariti, chiederanno poi il supporto di Margherita, matrigna di Lucietta, per organizzare un incontro segreto fra i due ragazzi approfittando del periodo carnevalesco e delle sue maschere. Iniziano così una serie di sotterfugi divertenti mescolati a cabaret, battute fulminanti, ironia e ilarità che conquisteranno il pubblico in sala.

La scenografia è molto semplice, la struttura di base è fissa con pannelli laterali che si spostano all’occorrenza, i vestiti di scena sono meravigliosi, briosi e vivaci, colpisce l’abbinamento di colori fra le coppie. Un plauso a tutti gli attori della compagnia, strepitoso Giancarlo Previati nei panni del signor Lunardo e da sottolineare la bravura di Stefania Felicioli, Siora Felice, un po’ frivola nell’aspetto ma che nell’arringa finale tiene testa contemporaneamente a tutti e quattro i rusteghi.
Due ore di divertimento puro, risate ed applausi in cui si mescoleranno modernità e tradizione; un contrapporsi fra le donne goldoniane con la loro freschezza, brio e colore, ai rusteghi intrisi invece di polvere e vecchiume che ben si intonano con l’arredo.

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By | 2017-02-12T16:39:39+00:00 18/02/2016|Categories: Cultura e spettacoli, Magazine|Tags: , , |0 Comments

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