I Sonics ci portano dentro alla terra

Saranno i Sonics ad esibirsi venerdì 6 marzo al Teatro Orazio Bobbio di Trieste con il loro ultimo spettacolo: Duum. La compagnia di acrobati che riscuote successo in Italia, e non solo, presenterà questa volta uno spettacolo diverso: una piccola storia che porterà lo spettatore nelle viscere della Terra per fare sì che lo spettatore venga coinvolto non solo dalle immagini acrobatiche, ma anche dalla trama. Per capire meglio cosa ci aspetta abbiamo allora intervistato Alessandro Pietrolini, performer e direttore artistico della compagnia.

Si tratta del secondo spettacolo che portate in tour, cosa si deve aspettare il pubblico che verrà a vedere Duum?
Una storia molto semplice in realtà: un giorno l’umanità è implosa e ha deciso di rifugiarsi dentro la Terra per scappare da quanto ormai succedeva nel mondo di sopra. Dopo molti anni però gli abitanti iniziano a sentire la mancanza di cose come il sole e la natura; l’architetto Serafino, secondo cui vi è ancora qualcosa di buono in superficie, costruisce dunque una serie di macchine e altre invenzioni che servono per riportare le persone in superficie, fare il salto per uscire da lì. Questo è il Duum.

Il mondo che si trova nelle profondità della Terra è il mondo di Agartha, nominato in molte leggende e storie. L’ispirazione come è arrivata?
L’idea è nata in modo molto semplice in realtà. Un giorno uno di noi ha detto «Ah ma sai che c’è una leggenda che tratta di un mondo sotterraneo, bellissimo?» e da questo abbiamo deciso di costruire la nostra storia. Il mondo di Agartha, o Agarthi, resta molto generico, è solo il punto di partenza.

Possiamo dire che il tratto distintivo dei vostri spettacoli sia l’utilizzo di macchinari scenici?
Sì, cerchiamo sempre di mettere in scena spettacoli originali e creati da noi, che prendono il via proprio dalle attrezzature che utilizziamo. Anch’esse sono ideate da noi e partendo da quelle creiamo le nostre performance.

Visto l’uso di queste macchine, vi capita di dover riadattare uno spettacolo per motivi logistici?
Gli spettacoli e le macchine sono generalmente snelli e smontabili, un po’ stile Ikea! Tanto che ironizziamo durante lo spettacolo quando, ad un certo punto, ci troviamo a dover montare in scena un’attrezzatura. Uno di noi prende il manuale delle istruzioni e compare il logo Duum scritto come se fosse Ikea. Questo comunque per dire che l’idea è quella che tutto sia trasportabile…quindi ogni luogo è buono!

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Il Cirque du Soleil, che ha alla base anch’esso il mondo circense, ha qualche influenza sulle vostre performance?
Indubbiamente il Cirque du Soleil è il top al mondo per qualsiasi genere di spettacolo, che si parli di danza, di circo, di musica…riesce a racchiudere veramente il meglio di qualsiasi cosa. Noi abbiamo una forte componente acrobatica aerea, che è anche una delle caratteristiche del Cirque, però quello è molto più circense. La nostra è studiata in una maniera più drammaturgica, come messaggio, e con mezzi diversi da quelli del Cirque du Soleil, sicuramente molto ridotti.

La presenza di macchine in scena rende necessario il raggiungimento di una particolare armonia sul palco. Come si arriva a creare questa situazione?
Ci si arriva con esperienza e con errori. Duum è alla sua reale terza ripresa: è partito in un modo ma sta finendo in tutt’altro. Questo perché solo quando vai in scena capisci veramente quello che funziona o non funziona. La riuscita dipende anche dai teatri e dalla loro struttura, il rischio più grande si ha con le luci: ci sono delle zone che devono restare completamente al buio e altre sottolineate da giochi di luce. Se questo non avviene lo spettatore rischia di non concentrarsi dove vogliamo noi…ma si cerca di ovviare.Un po’ un lavoraccio che però fa parte del gioco (ride). Abbiamo voluto la bicicletta? E adesso pedaliamo.

Come nasce una performance? Gli artisti partecipano alla sua creazione?
Assolutamente sì! Anzi Sonics è un progetto particolare, basato sulla persona, in cui non c’è un singolo che prevale sugli altri. Ok, io sono il direttore artistico, ma senza tutti gli altri con cui parlare e fare progetti non arriveremo in scena. La compagnia di per sé nasce con la voglia di dire che stare insieme dà dei risultati. Non c’è bisogno del protagonismo di un singolo, come mostriamo anche con lo spettacolo, che ruota intorno al raggiungimento di un obiettivo unico attraverso la collaborazione di tutti. Nella compagnia c’è chi si occupa di costumi, chi di logistica, chi anche di cucinare se siamo fuori è un lavoro di squadra! E cosa a cui teniamo particolarmente, è made in Italycosa che solitamente il pubblico apprezza.

Immaginiamo che uno spettatore vada a vedere Duum e che appena uscito gli venga chiesto com’era? Con una parola…cosa vorresti rispondesse?
Il pubblico dice sempre emozionante, che è uno spettacolo che trasporta molto…quindi se dovessi sceglierne una sola direi coinvolgente!

Sonics: non tutti nascono con i piedi per terra. Un consiglio per chi con i piedi per terra ci è nato, ma vorrebbe provare cose nuove?
Dovrà fare tanta fatica e gli auguro di sbagliare tanto. Questo è il modo perfetto per migliorare e migliorarsi.

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By | 2015-03-05T09:41:38+00:00 05/03/2015|Categories: Magazine|Tags: , , , |0 Comments

About the Author:

Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa