I Verdena fanno impazzire Trieste

Ieri il Teatro Miela di Trieste ha registrato uno dei concerti più attesi e desiderati della stagione: il tour Enkadenz dei Verdena. I biglietti sono andati esauriti prestissimo e il teatro, strapieno, si è animato di fan urlanti che si sono sgolati sotto il palco. Abbiamo chiesto a Luca Ferrari, il batterista e uno degli arrangiatori del gruppo, di parlarci di lui e del suo lavoro nella sua sala di registrazione a Bergamo.

Come mai questo titolo per il nuovo album e perché lo avete diviso in due volumi?
Il titolo ci piaceva, era una parola molto nello stile del nostro gruppo, dal significato evanescente ma musicale, che lascia spazio all’immaginazione. La divisione in due volumi è dovuta semplicemente al fatto che in questo periodo avevamo molti lavori e molte idee alla Henhouse (la sala registrazione n.d.r.) e ci dispiaceva non poterli includere tutti e dover fare delle scelte anche se eran tutti figli dello stesso progetto musicale.

Ormai la vostra sala di registrazione è una realtà seria e collaudata, che consigli daresti e chi vuole avere un’esperienza simile?
Di provare e riprovare. Fa uno strano effetto sapere che ora abbiamo un luogo dove veniamo a registrare non solo noi ma anche altri gruppi, perché abbiamo iniziato semplicemente cercando un posto dove sperimentare la nostra musica, anche se sapevamo molto poco. Col tempo abbiamo provato, imparato e siamo riusciti ad acquisire delle capacità tecniche che ci sono poi anche servite moltissimo per inseguire i suoni che ci servivano. Fare cose nuove è il modo migliore per affinare le proprie capacità.

Cosa pensi di questo nuovo rinascimento della musica indie?
A me quel temine non piace moltissimo, preferisco underground per ciò che solitamente viene inteso. Poi sai in realtà il panorama musicale cambia continuamente e questo temine descrive un mondo completamente diverso di quello che c’era quando abbiamo iniziato noi. I musicisti adesso sono essenzialmente molto più preparati di quanto eravamo noi e quindi la struttura di una rete underground come era la nostra deve per forza avere una forma differente.

Molte idee su cui ragionare che dimostrano un’attenzione è un’esperienza unici che sicuramente contribuiscono al fatto che i Verdena vengono riconosciuti come uno dei principali è più interessanti gruppi sul panorama nazionale.

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By | 2015-04-28T11:24:38+00:00 28/04/2015|Categories: Magazine|Tags: , , |0 Comments

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Studia musica al Conservatorio Tartini e all'Università di Pavia e si rende conto che più si studia la musica meno ci si sente preparati a parlarne. Francamente non lo trova affatto giusto.