Ieri è un altro giorno al Bobbio

Un nuovo, divertentissimo, debutto venerdì 8 aprile alle ore 20.30 al Teatro Bobbio con Ieri è un altro giorno!, uno spettacolo di Silvain Meyniac e Jean Francois Cros che è stata nominata Miglior Commedia ai Molière 2014. La versione italiana, firmata da Luca Barcellona e David Conati, conta sulla regia di Eric Civanyan, lo stesso regista che ha curato l’allestimento francese e vedrà in scena Gianluca Ramazzotti, Antonio Cornacchione e Milena Miconi.

Commedia moderna, piena di sorprese, Ieri è un altro giorno! parte da un avvocato che è sul punto di concludere la causa più importante di tutta la sua carriera. Una causa per la quale si ritrova a fare i conti con la sua etica professionale, messa a dura prova dalle richieste del suo capo e di suo genero, ma che potrebbe aprirgli le porte per un impiego in uno studio legale di Londra. Il suo sogno. Pietro è un uomo di legge freddo, che vive seguendo i principi che ha scelto e con l’ossessione delle sue manie, decisamente molto lontano dall’uomo che si ritrova di fronte e con cui è costretto a trascorrere una lunghissima giornata. L’incontro tra un uomo fuori dal comune e l’avvocato si rivelerà fondamentale, al punto di cambiare le loro vite. Una giornata al di fuori dell’ordinario, in cui nullo va come previsto, in cui nulla è prevedible e in cui tutto è possibile, in cui alcuni particolari smettono di essere tali, attirando prepotentemente l’attenzione. Perché la segretaria inciampa sempre nel tappeto o il capo continua a porre sempre la stessa domanda? Come è possibile ricevere sempre la stessa telefonata e avere l’impressione che i colleghi siano arrabbiati per qualcosa? Come liberarsi di un ospite buffo che intralcia il regolare completamento dei suoi lavori? Ma soprattutto perché l’unica persona che sembra accorgersi di tutto questo è Pietro, che vede gli eventi ripetersi continuamente?

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By | 2016-04-07T16:37:07+00:00 07/04/2016|Categories: Magazine|Tags: , , |0 Comments

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.