“Il basket è cultura: qui vi spiego il perché”

Il basket non è solo uno sport ma un modo di vivere. Sono queste le parole che potrebbero riassumere il pensiero di Francesco Cuzzolin, preparatore atletico della Nazionale di Basket Italiana e primo europeo a diventare preparatore fisico in NBA. Quest’oggi, assieme al Team Coach, Simone Pianigiani, è stato ospite alla Palestra I.S.I.S. R. D’Aronco di Gemona del Friuli per parlare di pallacanestro, ma non solo. Davanti a un palazzetto gremito per l’occasione, Cuzzolin ha spiegato quale dev’essere il ruolo di un allenatore per forgiare dei buoni giocatori: “Essere una persona prima di tutto, spiegare ai propri atleti come relazionarsi tra loro ed entrare nel dettaglio. Bisogna seguire una strategia.”

Francesco Cuzzolin al lavoro. Nella sua carriera ha seguito anche Chris Bosh coi Toronto Raptors. (foto da www.megabasket.it)

Lo stesso Cuzzolin ci ha voluto spiegare qual è la sua filosofia. Queste sono le sue parole inerenti anche all’incontro di oggi:

«Il titolo vero di questo evento è “Con la pallacanestro oltre lo sport“, cioè parlare di come vivere questo sport moderno e che fa cultura. Pallacanestro al giorno d’oggi significa essere preparati ad affrontare la vita. Un allenatore, infatti, non deve mettere in campo solo competenze tecniche ma anche cultura e conoscenza.»

In che modo il basket può essere una filosofia di vita?

«Nella maniera in cui si creano degli equilibri all’interno della squadra. Esistono equilibri a livello tecnico, ma anche dal punto di vista relazionale e della comunicazione. Non solo, ci sono anche degli equilibri a livello di gerarchie le quali devono essere rispettate o messe in atto.»

Foto di gruppo per Francesco Cuzzolin e Simone Pianigiani, ospiti a Gemona per l’incontro “Con la pallacanestro oltre lo sport”

Quale consiglio darebbe ad un giovane che aspira a diventare un giocatore professionista?

«Sono dell’idea che un giovane deve avere il sogno di aspirare ai massimi livelli, ma sono anche convinto che uno non debba praticare sport per diventare professionista. Il professionismo è una piccola parte, interessante sicuramente sotto i riflettori, di praticare lo sport. Ma il bello di vivere la pallacanestro e lo sport più in generale, sono tutti quegli insegnamenti che ti può dare il lavoro quotidiano. Il professionismo, quindi, non dovrebbe essere considerato l’unico obiettivo.»

L’Italia ha fatto un grande europeo in Slovenia, però la carenza di giocatori si è fatta sentire quando il risultato contava. Potrebbe essere questa una carenza del settore giovanile insufficiente nel preparare adeguatamente dei giocatori a questo tipo di tornei?

«In qualità di tecnico delle nazionali mi sento in grado di ringraziare e parlare dei presenti. Noi siamo andati ad un europeo sapendo di avere dei limiti dal punto di vista tecnico, ma non volevamo essere secondi a nessuno come applicazione ed intensità di gioco e penso che questo l’abbiamo dimostrato. Se poi il movimento in questa particolare situazione storica ed economica ha queste difficoltà, non è un problema che riusciremo a risolvere in pochissimo tempo. Siamo sensibili a un movimento che offre grandi opportunità e grandi numeri e che perciò potrebbe dare alle nazionali un possibilità di scelta maggiore, ma sono anche convinto che non sia una questione di quantità, ma di qualità. Questo messaggio è bene comunicarlo.»

(foto di copertina da www.francescocuzzolin.com)

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By | 2017-05-21T12:11:49+00:00 13/01/2014|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.