Il Brasile si chiede: ConfCup, Mondiali e Olimpiade le nostre priorità?

Come un corpo umano rifiuterebbe un organo estraneo, il Brasile sta rigettando la ventata di “Occidente” giunta in concomitanza con la Confederations Cup 2013. Più di 400 mila persone sono scese nelle piazze delle principali città del Paese per manifestare contro l’aumento dei prezzi dei trasporti pubblici e le faraoniche spese per l’organizzazione degli eventi sportivi di caratura mondiale, quali il Mondiale del 2014 e l’Olimpiade del 2016. Le città maggiormente coinvolte dalla reazione della popolazione brasiliana sono state finora San Paolo, Rio de Janeiro e Brasilia. La protesta ha preso di mira anche la Confederations Cup in corso in questi giorni nello stato Sudamericano. A Belo Horizonte, sede di Nigeria-Tahiti, si sono registrati diversi incidenti, “copia e incolla” degli atti di dissenso pre Italia-Messico.

Dilma Rousseff, presidente del Brasile

Dilma Rousseff, presidente del Brasile

Dilma Rousseff, presidente dello Stato brasiliano, ha reagito con prudenza alla sommossa popolare, evitando di ripetere l’errore di Recep Tayyip Erdogan: “La voce della strada va ascoltata” – ha affermato la massima esponente del Partido dos Trabalhadores. Rousseff ha proseguito nella sua campagna di moderazione sostenendo pubblicamente come le manifestazioni di protesta “dimostrano il valore della democrazia” e “confermano che i cittadini vogliono lottare per i propri diritti“. Peccato che le proteste democratiche si siano trasformate, in molti casi, in veri scontri con la polizia, che ha risposto con pallottole di gomma e lacrimogeni.

I giovani sparsi per le strade del Paese hanno sfoggiato numerose fasce con la scritta ‘La rivolta dell’aceto‘. Il liquido acido è divenuto simbolo della protesta da quando è diventato il miglior mitigante degli effetti del gas lacrimogeno lanciato dalla polizia. La sommossa, innescata dal caro biglietti e divampata con l’avvio della ConfCup 2013, ha repentinamente coinvolto, come sempre capita, molti altri aspetti della squilibrata macchina di distribuzione brasiliana. Le manifestazioni, se da un lato hanno offerto spazio e visibilità ai movimenti estremisti che fanno della violenza il loro strumento d’azione politica, dall’altro sono state capaci di porre sotto l’attenzione degli enti internazionali la corruzione e il malgoverno di un Paese che è già uno dei più grandi colossi economici del mondo.

Il movimento ‘Copa pra quem‘ (Il Mondiale per chi?) chiede al governo federale una revisione delle priorità del Paese, accusato di aver messo in secondo piano migliaia di famiglie rispetto ai parcheggi e alle nuove strutture che ospiteranno i tifosi di tutto il mondo in occasione del Mondiale del 2014. Mentre il popolo insorge, il denaro intona: “the show must go on“…

Commenti Facebook
By | 2017-05-21T12:13:57+00:00 19/06/2013|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

About the Author: