Il computer come partner della memoria

Da quando sono entrati nella nostra vita quotidiana i motori di ricerca quali Google, Yahoo, Wikipedia, il mondo della comunicazione sociale è completamente cambiato. Quando ci si imbatte in un problema si ha ormai la tendenza a cercare una soluzione adeguata nell’infinito mare magnum del web. Trovare un ristorante, un elettrauto, un’indicazione stradale, un negozio nei dintorni o una risposta ad una domanda non è mai stato così facile come fare un semplice click sui nostri dispositivi.

Memoria fisica e memoria digitale a confronto.

Tutto questo rientra in quello che i sociologi chiamano “effetto Google” ossia il trasferimento delle informazioni della vita quotidiana al web.

Sembra proprio che si pensi subito ad internet quando non si sappia rispondere ad una domanda e più in generale il fenomeno si estende al computer come dispositivo per antonomasia il quale si configura come estensione della nostra memoria, un archivio fisico a cui affidiamo le nostre domande per ricevere immediatamente una risposta. Internet archivia informazioni, le cerca quando necessario, e risponde alle nostre necessità in maniera dinamica. Spesso quando chiediamo informazioni agli amici bisogna prima rintracciarli, porre la nostra domanda, aspettare le loro risposte e alcune volte aspettare le loro esitazioni. Analogamente cercare un libro comporta la presenza fisica in biblioteca, del tempo impiegato per il raggiungimento di quest’ultima e per la ricerca, e, infine, l’elaborazione del contenuto. Come se non bastasse la propensione a scaricare le informazioni su fonti digitali è così forte che molti non riescono a fissare un dettaglio nella propria mente, delegando tutto alla macchina virtuale e pare proprio che il nostro cervello stia pian piano perdendo la capacità di immagazzinare e fissare informazioni per poterle poi riprendere al momento giusto.

L’era dell’informazione ha prodotto una generazione di persone che pensano di saperne più degli altri quando invece è letteralmente aumentata la loro dipendenza da Google.

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By | 2014-02-13T12:10:31+00:00 13/02/2014|Categories: Scienza&Ricerca, Università|Tags: , |0 Comments

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