"Il Discorso del Re" inaugura la stagione del Rossetti

“Il Discorso del Re” inaugura in grande stile la nuova stagione del Teatro Rossetti di Trieste. L’opera sofisticata, dallo humor spigliato si David Seidler, ha debuttato giovedì 25 ottobre sul palco della Sala Assicurazioni Generali del Politeama, dando al via alla stagione 2012/2013 con un tema che molto ha a che fare con il panorama teatrale: la parola, con la sua importanza fondamentale nella società.

La locandina dello spettacolo "Il discorso del re".

Luca Barbareschi ha assunto il doppio ruolo di attore e regista in questa nuova rappresentazione de “Il Discorso del Re”, che colpisce per la sua raffinata semplicità, e per l’umanità che traspare nelle vicende che coinvolgono i reali inglesi, visti nella loro veste di uomini comuni alle prese con gravi questioni politiche.
La vicenda si svolge nella Londra del 1926. Il principe Albert duca di York, ultimogenito del re Giorgio V, non riesce a parlare correttamente, e le sue frasi sono frammentate da continui balbettii. Costretto a sostenere discorsi pubblici, chiede e trova l’aiuto nell’eccentrico logopedista australiano Lionel Logue.
Filippo Dini interpreta in maniera convincente e commovente un impacciato ma deciso Albert, il futuro Giorgio VI, invece Luca Barbareschi si cimenta nel dinamico ruolo di Longue, riuscendo ad interagire sul palco in maniera affiatata e precisa.
Con una scenografia semplice e ben strutturata e con costumi che ricalcano la moda degli Anni ’20, lo spettatore è trasportato in questa delicata storia umana, venendone coinvolto da cima a fondo, rimanendone, paradossalmente, ammutolito. E,’ infatti, la parola la vera protagonista della storia, di cui se ne riscopre il potere e il valore.
Per coloro che hanno saputo apprezzare il lavoro di Seidler nella trasposizione cinematografica da Oscar di Tom Hooper, che vantava la presenza di attori del calibro di Colin Firth e Geoffrey Rush, non verranno sicuramente delusi dalla performance italiana, che occuperà il palco del Rossetti fino a domenica 28 ottobre.

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.